«Non è il tampone che va sponsorizzato, ma il vaccino. C’è un motivo per cui poche farmacie si mettono a disposizione»

Il presidente di Federfarma Novara e Vco, Enrico Luoni, spiega perchè l'accordo con la Regione per la vendita di test a prezzi agevolati è stato un flop

«Non è il tampone che va sponsorizzato, ma il vaccino. C’è un motivo per cui poche farmacie si mettono a disposizione». Il problema si era presentato a inizio agosto quando un accordo firmato tra Federfarma Piemonte e la Regione stabiliva prezzi agevolati per i tamponi rapidi effettuati in farmacia necessari all’ottenimento del Green pass (valido per 48 ore): 8 euro per gli under 18 e 15 euro per gli over 18. Solo tre farmacie del novarese avevano aderito all’iniziativa; a oggi sono undici, ma nessuna in città.

Ieri, in commissione sanità regionale, il vice presidente Domenico Rossi ha interrogato l’assessore alla Sanità Luigi Icardi sollevando il problema: «Rispetto alle altre province, Novara è il fanalino di coda, siamo di fronte a una discriminazione in ambito sanitario e sociale». (leggi qui le dichiarazioni complete)

«È il messaggio che è sbagliato: a parte la fascia d’età per cui non è ancora previsto e le poche persone a cui viene sconsigliato per gravi motivi di salute, è il vaccino che deve essere sponsorizzato, non il tampone rapido a prezzi da mercatone solo perché la gente non vuole fare il vaccino ma pretende di stare comunque all’interno di una società che ormai chiede il Green Pass quasi ovunque – afferma il presidente di Federfarma Novara e Vco, Enrico Luoni -. All’accordo hanno aderito poche farmacie? Non mi stupisco. Intanto delle 120 sul territorio, solo 40 eseguono tamponi e questo perché non tutte hanno la possibilità di dedicare un farmacista solo a questa attività che richiede circa venti minuti a paziente; molte hanno dovuto ricorrere a un infermiere che, giustamente, non lavora gratis ma vuole 10 euro a tampone. La Regione ha consigliato il prezzo di vendita alle farmacie: 25 euro (quando qualsiasi centro medico ne chiede circa 45); per chi partecipa volontariamente all’accordo, tra 8 e 15 euro. Per ogni test lo Stato trattiene il 22%, cosa rimane? Si fa presto a dire “le farmacie non si mettono a disposizione”, però bisogna anche capire le motivazioni».

Luoni commenta anche la proposta di rendere i tamponi gratis per tutti. «Una follia. Se mai dovesse essere approvata, mi auguro che le farmacie non vengano coinvolte: non possiamo accettare questa mercificazione. Per non parlare poi del fatto che la stampa gratuita del Green Pass da parte dei farmacisti nasce da un errore del Ministero. La direttiva iniziale parlava di servizio gratuito solo per i pazienti che si erano sottoposti al tampone e che, di conseguenza, ottenevano il pass di 48 ore; po una svista tra uffici ministeriali ha fatto sì che questo servizio debba essere concesso gratuitamente a chiunque: capisco le difficoltà degli anziani, ma non la pigrizia dei giovani che potrebbe scaricare il certificato direttamente sul telefono, invece vengono qui a farselo stampare. Ormai abbiamo perso di vista gli obiettivi: la farmacia dei servizi è un’altra cosa, lavora sulla prevenzione dei pazienti, non è un ufficio pubblico».

Ultima considerazione sui test salivari: «La Regione ha acquistato 1 milione e 200 mila tamponi salivari da distribuire gratuitamente nelle scuole – aggiunge Luoni -. Una soluzione comoda e rapida, in modo particolare per i bambini. Nessuno, però, si prende la responsabilità di dire che i salivari hanno la stessa attendibilità di quelli nasofaringei e che che quindi possono essere finalizzati all’ottenimento della certificazione verde. Un’affidabilità provata scientificamente che, se resa nota, potrebbe perfino velocizzare la procedura».

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