Cronaca

Nelle discoteche non si può ballare, Celebrità e Gilda aprono il bar

Ad annunciarlo il presidente Silb, Maurizio Lo Vecchio: «È una sperimentazione, un atto di responsabilità verso dipendenti e imprenditori»

Nelle discoteche non si può ballare, Celebrità e Gilda aprono il bar. Dopo la decisione dell’altro ieri del Tar del Lazio di chiudere le discoteche anche all’aperto, il Celebrità di Trecate e il Gilda di Castelletto si sono reinventati come cocktail bar.

«Da metà febbraio siamo chiusi e i miei dipendenti non percepiscono lo stipendio da allora – spiega Maurizio Lo Vecchio, presidente Silb, l’ente che rappresenta le imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo delle province di Novara e Vco – .Hanno ricevuto una sola mensilità di cassa integrazione di 700 euro. Non si può andare avanti così: abbiamo dovuto reinventarci in questo modo. È un esperimento che dal punto di vista imprenditoriale non è vantaggioso, però ci proviamo: è un atto di responsabilità verso dipendenti e imprenditori».

Sulle piste chiuse saranno sistemati i tavolini distanziati dove si potrà chiacchierare sorseggiando un cocktail: «Noi siamo stati tra i pochissimi locali che hanno ricevuto il permesso dell’Asl di riaprire accettando il 50% della capienza, la misurazione della temperatura, ingressi e uscite separati, cartellonistica, un’autocertificazione all’entrata, che conserviamo per quattordici giorni, con la quale ogni persona dichiara di non avere al frebbree di non essere venuta a contatto con personale positive. Ora ci hanno imposto di chiudere di nuovo senza che il governo sia minimamentee intervenuto, siamo tra i settori più colpiti. Invece le piazze piene di gente, le spiagge con le persone accalcate, gli abusivi, tutto questo è giusto? Ma se noi chiudiamo, dove si pensa che vadano i giovani?».

 

 

E mentre Celebrità e Gilda ci provano con una nuova formula da qualche tempo già sperimentata dal Phenomenon di Fontaneto, il Ryans e la Rocca di Arona continuano a restare chiusi.

«È stato deciso che le scuole riapriranno il 14 settembre – conclude Lo Vecchio – anche noi vogliamo una data di apertura. In Italia su 2500 discoteche, solo il 30% ha deciso di riaprire e con spese insostenibili. I conti li faremo a ottobre quando gli imprenditori porteranno i lbri in tribunale».

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