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Mercato coperto, l’allarme degli operatori: «Non c’é più dialogo con il Comune»

Gli addetti della struttura di viale Dante, assistiti da uno studio legale cittadino, lamentano la mancata collaborazione da parte dall'amministrazione

Gli operatori di generi alimentari e ortofrutta del mercato coperto di viale Dante scendono sul sentiero di guerra. Stanchi di promesse non mantenute da parte dell’amministrazione, a detta loro, si sono da tempo rivolti a due legali, gli avvocati Marina Ughetta e Luca Milani, per ottenere risposte alle loro richieste. Ma anche in questo caso, a partire da una lettera inviata a Palazzo Cabrino nel novembre di due anni fa, non vi è stato più riscontro. Ma cosa lamentano gli operatori? A spiegarlo è stata lo stesso legale Ughetta, presenti Mauro Zaffaroni, rappresentante degli operatori insieme ad altri colleghi, nel corso di una conferenza stampa “open” avvenuta questa mattina, sabato 6 aprile, in prossimità di uno degli accessi della storica struttura. Problematica numero uno la temperatura, che nei mesi estivi «supera i 30 gradi, situazione che su diversi prodotti freschi incide e produce effetti negativi».

E’ stato ricordato che tutti gli operatori sono dotati di frigoriferi, ma il caldo eccessivo causato dagli stessi apparecchi concorre a scaldare ulteriormente l’ambiente. Da questo punto di vista, ha precisato l’avvocato Ughetta, «l’assessore Zoccali aveva provveduto a far sostituire il vecchio raffrescatore non più funzionante. Il problema non è stato però risolto perché quello nuovo dovrebbe funzionare giorno e notte, ma in realtà è attivo solamente un’ora prima dell’apertura e sino alla sua chiusura. Quando in estate gli operatori arrivano nell’ambiente ci sono già 36 gradi…».

Mancano poi un ascensore riservato ai portatori di handicap e i bagni in tutti i livelli, le doppie porte per proteggere i banchi dalla polvere, mentre alcuni mesi fa sono state rimosse le tende parasole senza essere ripristinate». Poca cosa, questa, rispetto a problematiche più importanti, ma che, per Ughetta, «rappresenta la manifestazione che il Comune non abbia voglia di realizzare anche le cose più banali ed elementari. E’ veramente un peccato, perché basterebbe solo un po’ di buona volontà».

In precedenza l’amministrazione «ha avuto nei nostri confronti un atteggiamento collaborativo, tanto che ci aveva chiesto più volte di costituire insieme un consorzio per gestire in autonomia questo mercato. Abbiamo sempre sostenuto di essere d’accordo, ma ponendo come condizione che il Comune ci desse delle strutture idonee. In questo momento non lo sono. Quello che sappiamo è che il Comune intende costituirlo d’imperio e se noi non lo accetteremo affideranno a un soggetto esterno la gestione del mercato, con il rischio concreto di trasformarlo in un’altra cosa. Un nuovo supermercato, un nuovo centro commerciale all’interno della città».

Nessuno vuole una cosa del genere, «perché il mercato di viale Dante si differenzia e possiede delle peculiarità che è importante mantenere. Ricordiamo che nel 2015 erano stati spesi da parte dell’amministrazione centinaia di migliaia di euro per ristrutturare l’edificio ma ottenendo invece gli attuali risultati deludenti».

Il nocciolo della questione è proprio questo: «A fronte di precedenti affermazioni che avevano indicato il mercato di viale Dante come punto di riferimento del tessuto commerciale cittadino oltre che luogo di socialità fondamentale per la comunità, quasi un biglietto da visita per la città». Secondo gli operatori e il loro legale il Comune starebbe invece cercando in tutti i modi di liberarsi della sua gestione, per cederla a un imprenditore privato, snaturando così l’essenza stessa della struttura e la sua storia, per vederlo magari trasformato in un altro supermercato. Un danno nei confronti degli operatori e dei loro clienti. Ma quello che colpisce è l’assoluta assenza di risposte scritte addirittura a una pec».

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Luca Mattioli

Luca Mattioli

Una risposta

  1. Evidentemente l’apposizione di un cartello con scritto “Mercato coperto” (e la solita photo opportunity, non bastano al “rilancio”…

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