La fermata di Agognate si farà, ma qualche dubbio rimane

In occasione dell'ultimo consiglio comunale è stata approvata anche con il voto delle minoranze la delibera che ratifica l'accordo di programma fra Regione, Rfi e Vailog per la realizzazione della struttura, mentre si fa strada la scelta di elettrificare la linea

In occasione dell’ultimo consiglio comunale di Novara è stata approvata, anche con il voto favorevole delle minoranze, la delibera che dà il sospirato “si proceda” alla realizzazione della della fermata di Agognate, lungo la ferrovia Novara – Biella (nell’immagine un tratto dei binari in uscita dalla città, nella zona di Santa Rita). Nella sostanza con questo atto viene ratificata l’adesione all’accordo di programma sottoscritto nello scorso mese di febbraio tra Regione Piemonte e Rete ferroviaria italiana (società del Gruppo Ferrovie dello Stato) con Vailog (società proprietaria del terreno su cui sorge il del polo logistico di Amazon) per la realizzazione della struttura. Mancava solo l’ultimo ok da parte dell’assemblea di Palazzo Cabrino, che doveva giungere entro 30 giorni. Con il sì del consiglio si potrà ora dare il via alla fase esecutiva del progetto.

La fermata, collocata fra i km 4+613 e 4+362 della linea, sarà dotata di una banchina lunga 250 metri e di una pensilina coperta di 50 metri per 7, oltre a una recinzione per la chiusura in determinati orari. Inoltre si provvederà alla sistemazione della viabilità, in modo che il risultato finale risulti essere un vero punto di interscambio di mobilità alternativa tanto per i lavoratori del vicino sito di Amazon quanto – in un futuro – per gli abitanti del nascente “borgo di Agognate”, tanto che l’assessore Valter Mattiuz lo ha definito come il primo tassello del nuovo Pums.

Dove le perplessità? Tanto il Pd che il Movimento 5 Stelle, in sede di voto, hanno voluto concedere una sorta di “credito” all’amministrazione, ma con dei distinguo. Se da una parte gli esponenti “dem” Nicola Fonzo e Rossano Pirovano si sono augurati che la struttura «non diventi una cattedrale nel deserto», il “grillino” Mario Iacopino non ha mancato di ricordare come «a Novara ci sono già due stazioni ferroviarie (tre, aggiungiamo noi, contando quella di Vignale, ndr) che andrebbero potenziate. Purtroppo abbiamo sempre la cattiva abitudine di costruire nuove cose e non di riqualificare quelle esistenti. Nutro dubbi sul fatto che il collegamento ferroviario sia garantito dal punto di vista del finanziamento delle eventuali fermate, perché fare fermare un treno ha un costo. L’alternativa sarebbe quella di avere una carrozza senza cavalli».


Su questo argomento le prime indiscrezioni circolate riguardano il fatto che l’orientamento iniziale sarebbe quello di allestire tre nuove coppie giornaliere di “treni spot” che collegheranno la stazione di Novara con quella di Agonate in concomitanza con gli orari di ingresso e uscita del personale; da verificare, invece, la possibilità di inserire stabilmente Agognate come fermata di tutti i convogli regolari sulla Novara – Biella. Da tempo infatti Trenitalia ha lasciato intendere che avrebbe “sondato” l’eventuale domanda (leggasi potenziali passeggeri) prima di procedere in questa direzione. E in ultimo il sindaco Alessandro Canelli ha annunciato la prossima elettrificazione della linea: «Si tratta di un intervento inserito nelle opere strategiche della Regione, quindi esiste la volontà di investire su questa tratta».


«Onestamente – ha aggiunto il primo cittadino – non sono in grado di dire se ci sarà un treno ogni dieci minuti; anzi, lo escludo, ma sicuramente esiste la necessità di effettuare il collegamento fra la stazione di Novara e quella di Agognate per servire il comparto che si è insediato, oltre poi a un rafforzamento del collegamento sulla linea Novara – Biella. Si tratta della prima opera in Europa di connessione ferroviaria tra un centro urbano e un parco logistico e in futuro una zona della città che si sta sviluppando dal punto di vista residenziale».


Tutto vero, però all’elettrificazione della linea si giungerà perché alla fine a Torino si è preferita questa formula di trazione rispetto a quella a idrogeno, ipotizzata fino a non molto tempo fa come soluzione, perché dopo l’elettrificazione della Biella – Santhià, la diramazione verso Novara sarebbe stata unica tagliata fuori.

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Luca Mattioli

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