In carcere l’uomo che ha sfondato il portone del Comune

Cambiano i capi d'accusa: non più tentanto incendio, ma mincaccia aggravata e danneggiamento. Questa mattina, 5 agosto, il pubblico potrà nuovamente accedere al Comune dall'ingresso principale di via Rosselli

In carcere l’uomo che ha sfondato il portone del Comune. Marco De Felice, 28 anni, novarese, sabato 29 luglio, con la sua auto si è lanciato contro Palazzo Cabrino sfondando il portone e la porta a vetri dell’ingresso principale; subito dopo si è cosparso di benzina. Dall’ospedale, dove era stato ricoverato nel pomeriggio di sabato, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Novara con una modifica dei capi d’accusa: non più tentanto incendio, ma mincaccia aggravata e danneggiamento.

Questo è quanto ha deciso il gip Andrea Guerriero in quanto De Felice, durante l’interrogatorio, avrebbe riferito di essere consapevole del gesto compiuto, ma di non avere alcuna intenzione di dare fuoco al palazzo municipale.

De Felice ha trascorso la mattinata di sabato vagando in auto e trasmettendo una serie di dirette social in cui ha sfogato la propria rabbia. Ad agitare il suo animo è stata una condanna per maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna, recentemente inflittagli, a suo dire ingiustamente. E prima di scagliarsi contro il portone di Palazzo Cabrino, con la Citroen C3 della madre, ha scritto queste parole: «Qualsiasi cosa farò dico ai miei figli che devono andare a testa alta perché non ho fatto niente e l’unico modo è ribellarsi al sistema».

Questa mattina, 5 agosto, il pubblico potrà nuovamente accedere al Comune dall’ingresso principale di via Rosselli.


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