Il Piemonte supera il milione di vaccinati

Completamente immunizzato il 23,5% dei piemonesi e il 48,9% ha ricevuto almeno una iniezione. Tuttavia la maggior parte delle regioni ha fatto meglio: Liguria al 28% di vaccinati e Veneto al 54,5% di immunizzati con almeno una dose

Oltre un milione di piemontesi vaccinati ed oltre tre milioni di dosi somministrate: due cifre simboliche che il Piemonte ha tagliato nella giornata di lunedì 14 giugno, oltretutto primo giorno in “zona bianca”. I numeri esatti riportati sul sito ministeriale del Report Vaccini anti Covid 19 ieri alle ore 21:08 dicono di 1.002.128 persone vaccinate con la seconda dose o con il monodose Janssen e di un totale di 3.033.023 dosi somministrate.

Numeri importanti che indicano come in Piemonte risulti vaccinato il 23,5% della popolazione (25,6% di quella vaccinabile, sopra i 12 anni) mentre ad aver ricevuto almeno una dose di vaccino sono 2.080.272 piemontesi, il 48,9% della popolazione (ma oltre la metà, 53,4%, dei vaccinabili).

Tuttavia la nostra regione non brilla come alcune settimane fa nell’impegno per le iniezioni contro il Covid.

È 13ª per percentuale di abitanti completamente vaccinati in una classifica guidata da Liguria (oltre il 28% della popolazione), Basilicata (26,1%) e Lazio (25,9%) ed è 12ª per percentuale di abitanti a cui è stata somministrata almeno una iniezione in una classifica guidata dal Veneto (54,5%), Molise (54,2%) e Campania (52,8%). E il record di somministrazioni giornaliere è fermo allo stress test del 29 aprile (48.286), mentre in Italia è il 4 giugno scorso con 607.695 somministrazioni e con l’ultima settimana con una media di oltre 552mila somministrazioni giornaliere (in Piemonte 38.431).

Nella nostra regione è stato raggiunto con almeno una iniezione il 92,6% degli ultraottantenni (di cui l’86,3% vaccinati) e l’82,5% delle persone fra 70 e 79 anni (di cui solo il 33,4% vaccinati); situazione analoga per la fascia 60-69 con il 74,8% di persone con almeno una iniezione, ma il 32,7% vaccinati.

Il Piemonte ha privilegiato maggiormente gli anziani: agli ultraottantenni è andato il 22,2% delle somministrazioni totali (in Italia 18,8%), ai settantenni il 18,3% (in Italia il 17,7%) e ai sessantenni il 19,2% (in Italia 19,1%).

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