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«Il 2 Giugno festa di tutti, nata da un Paese ferito ma ricco di energie»
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«Il 2 Giugno festa di tutti, nata da un Paese ferito ma ricco di energie»

Il 78° anniversario del referendum istituzionale che portò alla nascita dell'Italia repubblicana ricordato questa mattina con la tradizionale cerimonia in viale IV Novembre

Il 2 Giugno, 78° anniversario del referendum istituzionale che portò alla nascita dell’Italia repubblicana è stato ricordato questa mattina anche a Novara con la tradizionale cerimonia in viale IV Novembre. Autorità civili e militari, accompagnate dalla banda di Grignasco, si sono ritrovate per rinnovare la deposizione di corone d’alloro ai Monumento ai Caduti.


Dopo il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, letto dal prefetto Francesco Garsia, con il quale il capo dello Stato tradizionalmente in questa data si rivolge ai rappresentanti del Governo nei capoluoghi di provincia, e dove, parlando del 2 giugno di 78 anni fa, lo ha voluto definire esempio di “un rinnovato patto sociale” fra gli italiani tramutatosi poi nella carta costituzionale, è toccato, assente il sindaco Alessandro Canelli, all’assessore alla Cultura del Comune Luca Piantanida rivolgere l’indirizzo di saluto.


«La Repubblica è nata da una scelta di libertà che abbiamo il dovere di onorare e rinnovare ogni giorno – ha detto Piantanida – Il 2 giugno 1946 è un giorno che ha segnato profondamente la storia d’Italia, gettando le basi per la democrazia e la libertà di cui oggi godiamo». Ricordando poi il lavoro dei padri costituenti, «che scrissero un vero capolavoro, una guida etica e giuridica che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo, frutto del sacrificio di uomini e donne che hanno creduto in un’Italia libera e democratica. Un 2 giugno nato da un Paese ferito ma ricco di energie e desiderio di rilancio. Una festa di tutti e di ciascuno».


Con la festa del 2 giugno si rinnova l’appuntamento con la consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica, avvenuto sabato 1° giugno nel salone d’onore della Prefettura. Il diploma di cavaliere è stato quest’anno conferito a Giuseppina Zaretti di Armeno e alla sua concittadina Michela Righi; al borgomanerese Roberto Nonnis, al medico aronese Davide Colombo, al novarese Thomas Mancin, alla funzionaria della Prefettura Cristina Marassi e al viceprefetto Diego Della Valle.

Attestato anche a personale in divisa come al primo maresciallo luogotenente dell’Esercito (oggi pensionato) Pietro Bracco e al vicesovrintendente della Polizia di Stato Raffaele Iacaruso, mentre Alessandro Cardinali – già cavaliere – è stato “promosso” ufficiale. Alla cerimonia era presente anche l’imprenditore Fabio Ravanelli, che ha ottenuto dal capo dello Stato insieme ad altre personalità la nomina a cavaliere del lavoro. Questa cerimonia si svolgerà nel prossimo mese di ottobre al Quirinale.

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Luca Mattioli

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