I medici contro l’assessore Icardi: «Sconcertati dalle dichiarazioni sui tamponi»

I medici contro l’assessore Icardi: «Sconcertati dalle dichiarazioni sui tamponi». Il sindacato Cimo Piemonte: «Esiste eccome una forte correlazione rispetto all’andamento dei decessi. Il problema continua a essere quello dei positivi asintomatici».

«Effettuare i tamponi significa individuare i positivi asintomatici e bloccare sul nascere l’aggravarsi della patologia e del contagio – dichiara Sebastiano Cavalli, segretario del sindacato dei medici Cimo Piemonte -. Continuiamo a chiedere alla Regione di intensificare i controlli in modo rilevante sul personale sanitario, i soggetti più esposti, ma non abbiamo ottenuto alcuna rassicurazione concreta. Basta chiamarci eroi: desideriamo solo svolgere la nostra professione nella massima sicurezza, invece i tamponi vanno a rilento, le mascherine ad alta protezione non sono sufficienti a coprire i turni e lo stress delle terapie intensive piemontesi non diminuisce».

 

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Cimo Piemonte chiede, dunque, con urgenza la convocazione di un tavolo con i vertici regionali, per una tutela maggiore anche dal punto di vista economico dei medici proponendo un contributo una tantum di 1000 euro per tutto il personale sanitario.

«Senza il tampone  – prosegue Cavalli – chiunque può mettere in serio pericolo la propria vita, quella dei familiari e, se è un medico o un infermiere, anche quella dei pazienti. Occorre che la Regione li intensifichi in modo determinante e controlli che vengano predisposti dalle ASL a tappeto anche negli ospedali e nelle case di riposo».

Il sindacato sottolinea anche il deficit negli ospedali piemontesi del materiale di protezione: dalle mascherine FFP2-FFP3, ai camici, ai guanti e a tutto l’occorrente necessario per proteggersi e proteggere i pazienti.

«SVorremmo anche capire – conclude Cavalli – come l’Assessore Icardi intende distribuire al personale sanitario i circa 18 milioni di euro destinati al Piemonte all’interno del contributo straordinario di 250 milioni deciso dal governo. Chiediamo fatti concreti, decisioni veloci, ascolto continuo».

 

 

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