Follia al carcere di Novara: detenuto appicca il fuoco in cella. Agenti intossicati ma restano in servizio

«Ancora un episodio di inaudita violenza e altissima tensione al carcere di Novara». Questa la denuncia diffusa dalla UIL FP Polizia Penitenziaria che ha denunciato i gravi fatti avvenuti nel pomeriggio di sabato 27 giugno e «che hanno messo a repentaglio la sicurezza dell’intera struttura e l’incolumità degli operatori».

La miccia è scoccata intorno alle 16 quando un detenuto impiegato all’interno dell’istituto come lavorante sarebbe riuscito a recuperare tra i rifiuti alcuni residui di bevande alcoliche accumulate da altri reclusi, assumendone una quantità notevole. In preda a questo mix, il detenuto si è inizialmente scagliato con inaudita violenza contro diversi agenti, urlando minacce gravissime e dichiarando apertamente l’intenzione di voler «uccidere qualche sbirro».

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Le intemperanze, tuttavia, non si sono fermate all’aggressione fisica. Una volta bloccato e collocato in regime di isolamento preventivo, l’uomo è riuscito ad appiccare un incendio all’interno della propria cella. Le fiamme e il denso fumo sprigionato hanno reso immediatamente necessaria l’evacuazione totale dell’intera sezione detentiva. A gestire l’emergenza sono stati gli stessi agenti di custodia che hanno domato il rogo, messo in sicurezza l’area ed evacuato gli altri detenuti ancor prima dell’arrivo Vigili del Fuoco e del personale sanitario del 118.

Il bilancio finale conta diversi agenti intossicati dal fumo. «Eppure, in un gesto di profondo attaccamento alla divisa, gli operatori coinvolti hanno rifiutato di recarsi al pronto soccorso per le cure ospedaliere, scegliendo di rimanere al proprio posto pur di non lasciare ulteriormente sguarnito un istituto già cronicamente carente di personale» hanno spiegato dal sindacato che, tuttavia, ha denunciato per tramite del segretario regionale Antonio Napoli «l’ennesima dimostrazione che il sistema penitenziario sta vivendo una crisi senza precedenti. Il segretario evidenzia come ogni giorno gli agenti siano costretti a operare in condizioni di assoluta precarietà, affrontando turni massacranti all’interno di istituti sempre più difficili da gestire».

La UIL ha rivolto quindi un appello al governo e all’amministrazione penitenziaria, chiedendo interventi concreti e immediati: «dall’incremento fisiologico degli organici, a una revisione dei modelli organizzativi, fino a una gestione più mirata dei detenuti violenti o affetti da problematiche psichiatriche e dipendenze. Il personale è stanco, ma continua a garantire con sacrificio un servizio essenziale per lo Stato» ha concluso Napoli, ribadendo che «la sicurezza delle carceri italiane non può più poggiare esclusivamente sul senso del dovere e sul coraggio dei singoli poliziotti».

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