Ex macello e Casa Bossi: i novaresi devono attendere il 2026

Lo stato dell'arte nei due siti è stato illustrato dal sindaco in sede di Commissione consiliare

Per vedere e scoprire il futuro destinato all’ex Macello civico di piazza Pasteur e a Casa Bossi i novaresi dovranno attendere ancora un paio di anni, sino al 2026. Il tutto, ovviamente, salvo complicazioni, cioè intoppi lungo il percorso. E’ questo il cronoprogramma riguardante i progetti per la rivalorizzazione dei due siti, illustrato nel pomeriggio di ieri, lunedì 1° luglio, in sede di Commissione dal sindaco Alessandro Canelli.


Nella non lunga ma piuttosto dettagliata esposizione il primo cittadino è partito dall’ex macello, spiegando che sono «state completate le demolizioni nelle parti “fuori terra” e che si sta procedendo con gli smaltimenti. Nel frattempo sono state completate le indagini archeologiche e anche la fase di verifica di Vas del piano esecutivo è stata terminata», mentre il progetto di bonifica è stato approvato lo scorso febbraio. Terminate anche le indagini geotecniche sui terreni, i cui risultati sono necessari per concludere il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione.

Attualmente, ha aggiunto Canelli, è in corso «la procedura di Via (Valutazione impatto ambientale) sui parcheggi sotterranei che sarà completata entro il prossimo 22 luglio». Successivamente (entro settembre) si provvederà anche alla sottoscrizione di un convenzione per la gestione dei posteggi. Per il sindaco è quindi «ragionevole prevedere che si giungerà alla Scia per l’inizio dei lavori entro la prima metà del mese di novembre e che la durata degli stessi sia di diciotto mesi, quindi si prevede un completamento delle opere a metà del 2026». Nel frattempo lo scorso maggio è iniziata la commercializzazione degli spazi e il piano degli insediamenti prevede 17 negozi nella parte di nuova realizzazione, il ristorante in quella della torre dell’orologio e due altre unità nella parte verso piazza Pasteur.


Dai banchi della minoranza Nicola Fonzo (Pd) ha voluto rilevare come l’insediamento di nuovi esercizi commerciali all’interno dell’ex macello ristrutturato possa essere per i mercatali dell’attigua piazza Pasteur un’opportunità e al tempo stesso una ciriticità: «E’ stata avviata un’interlocuzione con loro – ha domandato il capogruppo “dem” – in modo che non arrivino impreparati a questo evento e magari possano individuare qualche sinergia con i nuovi arrivati?». Per il sindaco già il recupero della struttura, con tanto di sistemazione dell’area attraverso nuovi parcheggi, rappresenterebbe un incentivo in più per molti cittadini a recarsi per acquisti, sfruttando tutte le possibilità offerte.


Capitolo Casa Bossi. Sono terminati i lavori di bonifica richiesti, mentre nel frattempo è partito il “cantiere della conoscenza”, quella che Canelli ha voluto definire «un’analisi della situazione strutturale dell’edificio», anche questa destinata a concludersi entro il mese in corso. Un nuovo sopralluogo da parte della Sovrintendenza ha fatto emergere la richiesta di una verifica delle stratificazioni pregresse nello sviluppo dell’immobile, per valutare congiuntamente le scelte progettuali di restauro».


Sostanzialmente è stato confermato il progetto già presentato («Che potrà variare in caso di particolari emergenze»), che prevede foresteria con alloggi nella parte alta, uffici direzionali nel cosiddetto “piano nobile”, dove anche qui ci potranno essere altri alloggi («Perché consentono una maggiore redditività sul complessivo piano economico finanziario») e servizi commerciali al piano terreno, con spazi riservati alla fruizione pubblica dove il Comune, come ha detto Canelli, «ha già presentato un progetto culturale destinato a creare un centro studi antonelliano. Un’iniziativa che stiamo costruendo insieme alla Sovrintendenza e ad altri soggetti».


In questo caso la tempistica prevede la chiusura del “cantiere della conoscenza” a fine mese, così come il completamento del progetto di restauro. Entro la fine dell’anno si punta a ottere l’ok dalla Sovrintendenza, mentre nel frattempo si lavorerà alla progettazione esecutiva, con i lavori che dovrebbero partire nel febbraio – marzo ’25, per concludersi anche qui dopo circa un anno e mezzo. Da valutare, nell’ambito della realizzazione delle future iniziative, l’utilizzo di un fondo che il Comitato d’amore per Casa Bossi aveva aperto presso la Fondazione Comunità Novarese: «Il Comitato vorrebbe trasferire queste risorse all’Ordine degli architetti, con lo scopo di rafforzare dal punto di vista gestionale il progetto che punta alla valorizzazione della figura di Antonelli».

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Luca Mattioli

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