De.Ar Food: la lotta agli sprechi parte dagli studenti

Il progetto di Nova Coop, Upo e Bepart per la creazione di un Healthy Campus che diventi buona prassi per la città, sarà sviluppato anche attraverso la creazione di opere in realtà aumentata. Primo step un questionario da cui emerge che oltre il 50% beve acqua in bottiglie usa e getta

De.Ar Food: la lotta agli sprechi parte dagli studenti. A Novara si avvia il progetto di Im.patto che prevede la realizzazione di iniziative per sensibilizzare la cittadinanza sul tema dei comportamenti sostenibili. “Im.patto – con Coop un patto per il territorio” è il percorso di co-progettazione che Nova Coop ha avviato nel novembre 2020 sui territori di Torino, Collegno, Beinasco, Biella, Alessandria, Novara, Borgomanero e Gravellona.

Nel contesto in cui si sta vivendo, dove emergono fragilità sempre nuove e si vive una profonda incertezza verso il futuro, Nova Coop intende interrogarsi sui temi del cibo, del benessere e della salute, fornendo soluzioni sostenibili ai bisogni dei cittadini attraverso l’ascolto delle comunità locali e il loro diretto coinvolgimento. La Cooperativa, sulla base degli ambiti di intervento indicati a partire dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ha lanciato una Call for Ideas, per raccogliere spunti progettuali da sviluppare insieme, in un’ottica generativa, e supportarli finanziariamente e con il proprio know-how. Nova Coop, attraverso tali attività, intende favorire la collaborazione di più soggetti territoriali congiuntamente al fine di diffondere una cultura e comportamenti sostenibili.

A Novara, il tavolo di co-progettazione è composto, oltre che da Nova Coop, dall’Università del Piemonte Orientale e dai suoi partner nel progetto (Comune di Novara, associazione CreAttivi, Assa SpA, Associazione IdeeXNovara, Casa di Giorno) e da Bepart Società Cooperativa Impresa Sociale (in partenariato con Istituto Bonfantini e ITI Omar). Queste realtà, stanno co-progettando “De.Ar Food. Alimenta la sostenibilità della tua città’’ con l’obiettivo di diffondere alla cittadinanza maggiore consapevolezza nelle scelte, nelle abitudini alimentari e nei comportamenti sostenibili legati al cibo, attraverso l’utilizzo di mezzi ludici, creativi, esperienziali, sperimentali e partecipativi. In particolare si presterà particolare attenzione al consumo consapevole, all’alimentazione mediterranea, alla qualità, sicurezza e salubrità del cibo, alla lotta agli sprechi e alla riduzione dei rifiuti. La sinergia tra l’expertise di UPO e Nova Coop creerà una sorta di Healthy Campus ove diffondere buone pratiche legate agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile grazie a tecniche di realtà aumentata, laboratori e iniziative divulgative per la città di Novara. Bepart realizzerà una mostra con dei poster animati, creati con modalità partecipative che coinvolgeranno gli studenti dell’Omar e del Bonfantini.

Alessandro Messina Responsabile Politiche Sociali a Novara per Nova Coop: «Con il progetto Im.patto Nova Coop favorisce la creazione e l’implementazione di reti di progettazione sui territori insieme a partner importanti, con l’obiettivo di realizzare azioni che generino impatto sociale intorno al valore della buone pratiche alimentari e della sostenibilità».

Carmen Aina, Delegata UPO per la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile: «L’idea progettuale proposta da UPO ha la finalità di consolidare le sinergie che il nostro Ateneo ha sul territorio e nel contempo diffondere una cultura sostenibile nella collettività. UPO ha progressivamente consolidato il suo impegno sui temi della sostenibilità in ambito scientifico, didattico (CDL in Gestione Ambientale e Sviluppo Sostenibile (GASS) e Chimica Verde) e delle attività di terza missione. Questo progetto rappresenta una ulteriore opportunità per condividere buone pratiche e conoscenza con la comunità civile per contribuire ad una società più equa e inclusiva».

«La prima azione è stata la diffusione di un questionario tra gli studenti degli istituti Omar e Bonfantini, per sondare le abitudini quotidiane in tema di alimentazione e spreco – spiegano Elena Ferrara e Alessandro Alliaudi di Bepart – Dalle oltre 350 risposte pervenute dai ragazzi è emerso, ad esempio, che il 51,7% beve acqua in bottiglie di plastica usa e getta e il 42,7% utilizza borse di stoffa per fare acquisti. Inoltre la maggior parte dei ragazzi pensa che la prima azione per innescare un cambiamento positivo sulla città debba essere l’aumento di spazi verdi o il miglioramento di quelli che già esistono (ben 123, pari al 34,7%, hanno scelto questa opzione fra le 12 proposte dal questionario). Le suggestioni e i dati raccolti saranno utilizzati come base di partenza per la creazione dei poster animati in realtà aumentata, che verranno realizzati nei laboratori con gli studenti di Omar e Bonfantini, in programma per l’ottobre prossimo. Le opere andranno a comporre una mostra aperta al pubblico e saranno anche inserite nell’Healthy Campus ideato da UPO».

In uno sviluppo ulteriore del progetto si coinvolgeranno altre realtà per organizzare attività sul tema della lotta agli sprechi e della lotta alla plastica.

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