La vicenda che riguarda Paola Turchelli e il Circolo dei lettori di Torino si trasforma in un caso politico. Dopo le indiscrezioni sulle perplessità sollevate dalla Regione Piemonte riguardo all’incarico della coordinatrice della sede di Novara, arriva infatti una presa di posizione ufficiale dell’amministrazione comunale e dei gruppi consiliari di maggioranza della città, che difendono apertamente l’attuale assetto organizzativo del Circolo e chiedono chiarezza sulle ragioni che renderebbero necessario un cambiamento.
In un documento sottoscritto dagli esponenti dell’amministrazione e dai capigruppo di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Forza Novara si esprime «forte preoccupazione» per quanto emerso nelle ultime settimane. Nel mirino c’è l’ipotesi di modificare una struttura organizzativa che, secondo i firmatari, ha contribuito a trasformare il Circolo dei lettori in uno dei principali punti di riferimento culturali della città.
«Non comprendiamo le ragioni per le quali si intenderebbe modificare un modello organizzativo che nella nostra città sta producendo risultati estremamente positivi da oltre dieci anni», si legge nella nota. Un giudizio accompagnato dal richiamo ai numeri e alla partecipazione registrata in questi anni, fino al recente successo di “Questo non è un Festival”, la manifestazione organizzata nel fine settimana al Castello che ha richiamato centinaia di persone agli incontri promossi dal Circolo.
Al centro della vicenda c’è la posizione di Turchelli, insegnante in pensione e figura legata al Circolo novarese fin dalla sua apertura nel 2015. Il suo incarico di coordinamento organizzativo è stato rinnovato negli anni dalle diverse direzioni della Fondazione Circolo dei Lettori e l’attuale contratto è stato confermato fino al 2027.
Il nodo nasce dalle verifiche avviate dalla Regione Piemonte, principale finanziatrice del Circolo dei lettori con una quota che sfiora il 98% delle risorse della Fondazione. Gli uffici regionali avrebbero infatti sollevato dubbi sulla compatibilità tra lo stato di quiescenza di Paola Turchelli e il compenso previsto per l’incarico ricoperto, chiedendo specifici approfondimenti giuridici sulla questione.
Chiamata in causa sulla vicenda, l’assessora regionale alla Cultura Marina Chiarelli, riconduce esclusivamente a un piano tecnico-amministrativo. «Gli uffici regionali verificano ordinariamente l’attività degli enti partecipati e formulano gli approfondimenti che ritengono necessari. In questo caso è stato richiesto un parere giuridico, che non nasce da valutazioni personali o politiche ma dall’esercizio delle normali funzioni amministrative. Il tema non riguarda le persone ma la corretta applicazione delle norme», spiega l’assessora a La Voce.
Chiarelli respinge inoltre qualsiasi interpretazione personale della vicenda. «Non è una questione personale né politica. Proprio perché riconosco il valore delle professionalità coinvolte, ritengo che sia interesse di tutti individuare una soluzione che consenta di valorizzare competenze ed esperienza nel pieno rispetto delle regole».
Alla domanda se il problema riguardi esclusivamente l’aspetto economico e se quindi sarebbe favorevole a una prosecuzione dell’attività senza compenso, Chiarelli risponde senza esitazioni: «Senz’altro sì, conosco Paola da anni e non ho nessun problema personale».
Di segno opposto la posizione espressa dalla maggioranza novarese. Nel documento diffuso nelle ultime ore si ricorda come la questione della compatibilità tra l’incarico e lo status di pensionata sia già stata affrontata anche in sede di commissione consiliare e come la Fondazione Castello – dove Turchelli ha un contratto da fundraiser – abbia acquisito uno specifico parere legale che avrebbe escluso l’esistenza di profili di incompatibilità.
Per questo motivo amministratori e consiglieri ritengono difficile comprendere le ragioni di un eventuale intervento sull’attuale organizzazione del Circolo. «Se esistono valutazioni diverse, riteniamo che queste debbano essere esplicitate con chiarezza e supportate da motivazioni oggettive, evitando di mettere in discussione un’esperienza che ha prodotto risultati concreti e unanimemente riconosciuti», scrivono.
La vicenda si inserisce in un dibattito che negli anni ha visto il Circolo dei lettori la Fondazione Castello e la stessa Turchelli finire più volte al centro del confronto politico cittadino. In passato, infatti, critiche e richieste di chiarimenti erano arrivate dai consiglieri del Partito Democratico, – con i quali aveva governato nella giunta Ballarè – a dimostrazione di come il tema abbia attraversato schieramenti diversi.
Resta ora da capire se il confronto tra Regione e Fondazione porterà a una soluzione condivisa oppure se la questione continuerà ad alimentare il dibattito politico attorno a una delle realtà culturali più frequentate della città.








