Cronaca Taccuino del cronista

Bufera sul liceo Antonelli. Prof accusato di abusi sessuali su cinque studentesse

Protagonista della vicenda un 64enne molto noto in città anche per le sue numerose pubblicazioni sia di storia che di filosofia. Sono state le stesse vittime a rompere il muro del silenzio. La dirigente scolastica: «Come persona direttamente coinvolta continuerò a dare tutto il mio contributo perché si faccia chiarezza sulla vicenda»

C’è sconcerto e incredulità fra gli studenti e gli insegnanti del liceo scientifico Antonelli alla notizia diramata questa mattina dalla questura di Novara: un docente di filosofia dell’istituto è stato denunciato per abusi sessuali su cinque studentesse, all’epoca dei fatti quattro appena maggiorenni e una minorenne. Sono state proprio le vittime che, con il loro racconto agli investigatori, hanno rotto il muro di silenzio, consentendo alla Squadra Mobile di Novara di appurare, secondo la questura, le responsabilità dell’insegnante a seguito di una delicata indagine.

Protagonista della vicenda un 64enne, due lauree, residente a Galliate, molto noto in città anche per le sue numerose pubblicazioni sia di storia che di filosofia. Descritto da tutti come una persona gioviale e preparata, il professore, che ha insegnato religione al Pascal di Romentino e da numerosi anni è docente di filosofia all’Antonelli, nascondeva dietro la maschera di insegnante impeccabile, quella di molestatore.

 

 

Stando alle accuse, infatti, l’uomo approfittava del suo ruolo e, con un vero e proprio atteggiamento seriale, individuava giovani studentesse di suo gradimento e, insistendo sul fatto che fosse necessario svolgere degli approfondimenti in vista dell’esame di maturità o per il completamento di ricerche e la scrittura di libri, fissava con le alunne incontri privati in aule appartate della scuola o, addirittura, nella propria abitazione. Sempre secondo gli inquirenti, era in queste occasioni che metteva in atto gli abusi sessuali attuando un contatto fisico non voluto e dal quale le giovani, nonostante fossero sopraffatte dall’insegnante e scioccate dal suo comportamento, cercavano di divincolarsi in ogni modo o, in alcuni casi, impietrite, erano costrette a subire.

La perquisizione domiciliare e il sequestro di telefono cellulare, computer e tablet dell’indagato hanno permesso agli inquirenti di raccogliere numerosi elementi probatori e suffragare il quadro accusatorio. Il Gip del tribunale di Novara, su richiesta della Procura, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per reiterate violenze sessuali, ha emesso nei confronti dell’insegnante la misura cautelare dell’interdizione dalla professione di docente per la durata di un anno a partire dal 9 dicembre scorso.

I fatti risalgono all’anno scolastico 2019/2020 e ad anni scolastici precedenti. La dirigente del liceo Antonelli, Silvana Romeo, che si è insediata solo un anno fa, dichiara: «Fin da subito ho collaborato con l’autorità giudiziaria. Il mio ruolo mi impone di nutrire un forte senso del dovere e di rispetto per le istituzioni; allo stesso tempo ho la sacrosanta responsabilità di dover tutelare sia i miei studenti, molti dei quali sono minorenni), sia tutto il personale dell’istituto. Ciò che mi auguro è che non si traggano conclusioni affrettate e che sia la giustizia, sia l’informazione facciano il loro corso serenamente: la prima perché lo deve ai cittadini che giustamente credono in lei, la seconda in nome della propria deontologia. Insegniamo ai nostri studenti l’Educazione Civica e il rispetto delle regole: bene, è arrivato il momento di dimostrare loro concretamente che cosa significhi tutto ciò. Come persona direttamente coinvolta continuerò a dare tutto il mio contributo perché si faccia chiarezza sulla vicenda. È un passaggio delicato per tutti, è inutile negarlo, ma dobbiamo pensare innanzitutto alla tutela di coloro che sono coinvolti, considerando che è meglio fare chiarezza in maniera definitiva piuttosto che lasciare alle chiacchiere il compito che spetta alla verità».

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