Cronaca In Piemonte

Alitalia, via i voli da Malpensa. L’assessore regionale: «Impoverisce il nostro territorio»

La compagnia di bandiera ha annunciato che dal prossimo 1 ottobre se ne andrà dallo scalo varesino. Soppia il caos a livello politico anche in Piemonte

Dal prossimo 1 ottobre Alitalia taglia i voli da Malpensa e scoppia il caos. Un caso politico a più livelli, dal governo alle regioni di Piemonte e Lombardia che puntano il dito contro la compagnia giudicata incapace e irrispettosa verso questa situazione.

«La definirei la tempesta perfetta – commenta l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi -. Limitare i voli da Malpensa impoverisce il nostro territorio. Diciamo che stiamo ripartendo in tutti i settori, questo non può essere da meno: credo che da parte della compagnia di bandiera ci debba essere uno sforzo in questo senso. È ovvio che in questa situazione post lockdown nessuno sta bene, ma tutti dobbiamo fare sacrifci. Se fosse stata una compagnia estera a prendere questa decisione forse avremmo potutto accettarlo, ma da Alitalia no. Chiederemo spiegazioni al governo, non possiamo accontetarci di un piano aeroporti e nulla di concreto: vanno bene i piani strategici, ma noi abbiamo bisogno di risposte immediate. Questo, infatti, è un modello che non ci può convincere: perseguiamo una battaglia per migliorare le autostrade e non possiamo lasciar perdere sulla mobilità aerea».

All’assessore Gabusi, invece, le spigazioni verranno chieste dal gruppo regionale della Lega: «Presenteremo un’interrogazione perché si porti questa protesta all’attenzione di Roma facendo pressione su Alitalia perché torni sui suoi passi – afferma il capogruppo Alberto Preioni -. Nonostante le continue operazioni di salvataggio pagate con i soldi dei cittadini che si sono succedute in questi anni, Alitalia ha deciso di adottare una strategia di smobilitazione». Preioni punta se la prende con il presidente del Consiglio e la sindaca di Torino: «Un taglio unilaterale e sanguinoso deciso con il tacito avallo del governo Conte, che con il suo “Cura Italia” ha deciso di nazionalizzare la Compagnia e di diventarne l’unico azionista. Non si può che prendere amaramente atto del silenzio imbarazzato del sindaco Chiara Appendino: l’isolamento di Torino e del Piemonte è un prezzo che si paga anche sull’altare della sua decisione di uscire definitivamente dall’azionariato di Caselle».

 

 

Anche il consigliere regionale novarese Domenico Rossi esprime il suo disappunto: «La notizia dovrebbe aprire una riflessione ulteriore sul nuovo masterplan presentato al Ministero. Si ipotizza entro il 2035, oltre allo sviluppo dell’area cargo, anche un consistente incremento del traffico passeggeri: come si concilia questa visione con lo smantellamento di alcune linee? Al di là della scelta di Alitalia occorre, infatti, considerare le ricadute che la pandemia avrà sul medio lungo termine: prima di dare il via libera a un progetto che inciderà profondamente sul territorio mi aspetto un riflessione ampia che consideri anche questi aspetti oltre alle legittime valutazioni che stanno esprimendo i territori».

Da parte provinciale, invece, il giudizio resta sospeso fino a nuovi sviliuppi: «È un momento delicato atutto tondo anche per rapporto che il masterplan ha creato tra Malpensa, Enac e la Provincia – commenta la vice presidente Michela Leoni -. Da una parte penso che la diminuzione dei voli possa essere favorevole alle tematiche ambientali, dall’altra non possiamo dimenticare i dipendenti Alitalia che rischiano di perdere il posto di lavoro. Per ora restiamo in osservazione, vedremo come porci prima di prendere una posizione nell’attesa che la compagnia cambi idea per la tutela dei propri lavoratori».

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