Al via la prossima settimana un corso riservato ai docenti per gestire a scuola i casi di Dsa

Un corso di formazione destinato ai docenti per gestire i casi riguardanti i disturbi specifici dell’apprendimento, conosciuti come Dsa. E’ l’idea lanciata dall’Istituto agrario “Bonfantini” e dalla sezione novarese dell’Associazione italiana dislessia che ha trovato nella Provincia di Novara un valido supporto e da parte dell’azienda trecatese “Esseco” un contributo per la sua realizzazione.

Il corso, che prenderà il via il prossimo 19 maggio proseguendo sino al 3 giugno, è stata presentata martedì mattina nell’aula consiliare di Palazzo Natta dal consigliere provinciale delegato all’Istruzione Andrea Crivelli e nel suo insieme «conferma l’impegno dell’amministrazione rispetto alle tematiche riguardanti l’inclusione delle fasce più deboli, cominciando dalla popolazione scolastica». In un quadro normativo piuttosto recente «si tratta sicuramente di un tema che le scuole affrontano da poco. Sappiamo come spesso le pubbliche amministrazioni non sono rapidissime nel recepire i cambiamenti. Da parte nostra abbiamo considerato sin da subito l’importanza di questo corso, che non prevede unicamente un momento teorico ma anche laboratoriale, per fornire ai docenti quegli strumenti concreti per affrontare e capire le problematiche presentate da uno studente».

 

«Il corretto approccio ai disturbi specifici dell’apprendimento – ha detto invece il dirigente scolastico del “Bonfantini”, Vincenzo Zappia – costituisce una delle sfide più difficili per realizzare finalmente una scuola inclusiva. Obiettivo di questo breve corso è quello di fornire ai docenti tutti gli strumenti per valorizzare le potenzialità degli studenti».

Animatrici del corso, che prevede interventi di qualificati pedagogisti e psicoterapeuti, sono la presidente novarese dell’Associazione italiana dislessia Stefania Grandi, lei stessa insegnante, e Chiara Silvestri, referente Dsa del “Bonfantini”: «Più i ragazzi crescono maggiori sono le difficoltà che gli insegnanti devono affrontare per rapportarsi con loro – hanno detto – Da qui la scelta di concentrare la nostra attenzione sulla fascia delle scuole superiori. Al momento gli iscritti sono una cinquantina, ma siamo pronti ad accogliere ancora qualche adesione se dovesse giungere all’ultimo momento».

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