A San Rocco nasce “Dopo la scuola io resto a scuola”

Presentato alla secondaria di primo grado “Pajetta” un progetto pilota di doposcuola integrato e gratuito. Il sindaco Canelli e l'assessore Negri: «L'ambizione è quella di creare un modello che possa essere replicato in altre realtà cittadine»

Si chiama “Dopo la scuola io resto a scuola” il nuovo progetto sul quale il Settore Istruzione del Comune di Novara stava lavorando da tempo e che ha avuto il suo momento di presentazione stamattina, venerdì 3 marzo, presso la scuola secondaria di primo grado “Pajetta” di via Parini, nel quartiere di San Rocco. Un’iniziativa gratuita che sarà avviata a partire la lunedì 6 e che è il frutto di un dialogo che l’amministrazione cittadina ha avuto con l’Istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini” (al quale fa capo la “Pajetta”), l’Ufficio scolastico provinciale e che sarà possibile grazie al supporto della cooperativa Ale.Mar nella gestione degli educatori.


«Un progetto che nasce come dopo scuola – ha spiegato il sindaco Alessandro Canelli – ma che ha l’ambizione di allargarsi a tutte quelle realtà presenti sul territorio, dove operano già da diversi anni diverse associazioni». Per il primo cittadino l’idea è quella di «integrare la didattica di base con un’ulteriore fase, da estendere nel pomeriggio, di accompagnamento attraverso attività laboratoriali, sportive e culturali e con il progressivo coinvolgimento delle associazioni che già esistono in un quartiere come questo, che presenta caratteristiche fortemente identitarie».


«Lo vogliamo fare qui a San Rocco – ha proseguito Canelli – una zona che negli ultimi anni ha subito un calo di diverse tipologie di servizi, quindi dare una risposta ai bisogni per rivitalizzare un certo tessuto sociale, per tenere il più possibile “ancorati” al mondo della scuola i ragazzi, facendoli rimanere in un contesto dove possano studiare, giocare, maturare relazioni interpersonali».


L’assessore all’Istruzione Giulia Negri lo ha voluto definire una «cornice ancora vuota. Però abbiamo i ragazzi, lo spazio. La scuola per noi resta un focus indispensabile per la loro ragazzi in un’età piuttosto critica. La nostra ambizione è quella di creare un modello che possa essere replicato in altri istituti e situazioni, riuscendo a creare un effetto positivo, come quello di riavvicinare i ragazzi fra di loro dopo due anni di pandemia. E poi per le famiglie sapere di avere un punto di riferimento, con l’intenzione di ascoltare anche le esigenze degli stessi ragazzi».


Soddisfazione è stata espressa anche dalla referente della cooperativa Ale.Mar Rosa Criscuolo («Lavoreremo sin da ora per allargare il campo delle persone e delle associazioni che dovranno contribuire al rafforzamento di questo progetto», ha affermato) e dalla dirigente scolastica Simona Sironi. Come detto, la fase iniziale (alla quale hanno aderito più di trenta ragazzi delle classi seconde e terze, che saranno suddivisi in due sezioni miste) si articolerà per ora in due pomeriggi settimanali – il lunedì e il giovedì dalle 14,30 alle 17,30 – ma i propositi sono quelli di poterli successivamente integrare. Il via ci sarà lunedì 6 marzo con un momento di presentazione alle famiglie, per una «condivisione partecipata che coinvolga tutti gli attori interessati, per creare benessere, favorire lo stare assieme un sistema di educazione diffusa per poi costruire qualcosa di nuovo strada facendo», ha concluso Sironi.

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Luca Mattioli

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