200 bottiglie di detersivo colorate danno vita alla statua di Nini Udovicich

200 bottiglie di detersivo colorate danno vita alla statua di Nini Udovicich. L’opera è stata realizzata dallo scultore Cosimo Bertone su commissione di Assa, per commemorare lo storico calciatore del Novara Calcio scomparso nel settembre 2019. In città l’artista aveva già partecipato alla realizzazione delle scenografie di due rappresentazioni del Rigoletto per il teatro Coccia (2010 scenografo Ivan Stefanutti, 2018 scenografa Leila Fteta) e nel 2019 ha collaborato con Matteo Capobianco alla decorazione e all’allestimento degli interni della sezione ragazzi “Elve Fortis” della Biblioteca Civica Negroni.

 

Giovanni Udovicich

«Ringrazio il presidente di Assa Yari Negri per l’opportunità di collaborazione, che mi ha permesso di realizzare la mia prima opera pubblica monumentale, interamente basata su una tecnica di riciclo e recupero dei materiali, che ho ideato dopo un lungo lavoro di ricerca – commenta Bertone – E il fatto che sia dedicata a Giovanni “Nini” Udovicich mi ha dato moltissimo entusiasmo nel realizzarla: lo ricordo sin da piccolo, perché viveva nel mio quartiere e tutti sapevamo che era un calciatore noto e amato. I suoi figli frequentavano la mia stessa scuola. Tutto questo ha creato un rapporto particolare con l’opera, di grande affettoe orgoglio. Ringrazio molto anche la famiglia Udovicich per aver acconsentito alla sua realizzazione».

 

Quali materiali ha utilizzato e come li ha lavorati?
«Il basamento è rivestito da piastrelle di legno trattate con la resina, mentre la statua è alta 1 metro e 86, la sua reale statura, ed è composta da un’anima di legno recuperato ricoperta da plastica fusa derivante da circa 200 bottiglie colorate, per lo più detersivi – spiega l’artista – Alla base di questa tecnica di fusione c’è l’idea di dare una seconda vita a cose che normalmente butteremmo via; come le bottiglie di shampoo e di detersivo, che hanno di per sé dei colori bellissimi. In questo caso ho usato il verde e il blu: i colori del campo da gioco e del cielo, a cui il soggetto ritratto si rivolge, oltre che del Novara Calcio».

La realizzazione dell’opera, fra studio e lavorazione, è durata più di 8 mesi. L’arrivo del Covid ha poi scompigliato i piani dell’installazione e della presentazione pubblica. In primis l’ipotesi era che venisse collocata nell’area verde di piazza Martin Luther King, rivolta verso lo stadio Piola. Successivamente si è fatta avanti l’idea di posizionarla direttamente dentro lo stadio, in tribuna. Ma in questo momento nessuno potrebbe vederla. Il Comune sta quindi valutando la possibilità di collocarla temporaneamente nel cortile del Broletto.

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