
Kris Ruhs: “The Thin Time”
Dalla rubrica Chez Mimich


Qualche volta, credo capiti a tutti, si va al cinema per disperazione diciamo, senza essere troppo drammatici, perché non abbiamo niente di meglio da fare.

Leggere “Rive Gauche” di Agnès Poirier volume di qualche anno fa edito da Einaudi, nel 2018, è un po’ come assistere, affacciati a una finestra,

Non credo sia un caso che due dei più grandi registi italiani viventi, Mario Martone e Paolo Sorrentino, siano nati a Napoli. (per la cronaca

“Non ho fatto la sciocchezza di andare a studiare le mele cubiste come voleva Severini, che io non sento, né gli altri ‘purismi’ che si

Se decidete di andare a vedere “The French Dispatch” è meglio che vi scordiate Maurizio Porro che come un disco rotto si ostina a non

Il concerto dell’Earth Ensemble incomincia in maniera avviluppante e, come tutti i progetti che riguardano la terra (e chissà perché?), poteva far preludere ad una

E’ quanto mai difficile scrivere di un artista come Saul Steinberg e lo è per un motivo semplice: descrivere segni con le parole è quasi

Vado sempre a vedere i film di Pedro Almodóvar per dovere perché credo che non mi piacciano, poi alla fine mi piacciono (quasi),sempre. So anche

Il bello dei festival è che in pochi giorni si concentrano un numero di concerti (non li chiamo “eventi”perché il termine mi fa venire l’orticaria),

Qualche volta, credo capiti a tutti, si va al cinema per disperazione diciamo, senza essere troppo drammatici, perché non abbiamo niente di meglio da fare. E così ci si accontenta anche di film o di registi che magari non fanno proprio parte del nostro Olimpo personale. Io nutro sempre molti

Leggere “Rive Gauche” di Agnès Poirier volume di qualche anno fa edito da Einaudi, nel 2018, è un po’ come assistere, affacciati a una finestra, agli eventi che si sono succeduti dopo la liberazione di Parigi, fino alla fine degli anni Cinquanta. Quella finestra potrebbe avere la vista sulla Place

Non credo sia un caso che due dei più grandi registi italiani viventi, Mario Martone e Paolo Sorrentino, siano nati a Napoli. (per la cronaca il terzo, Nanni Moretti, è nato a Roma). Aggiungiamoci che anche uno dei più grandi attori italiani, Tony Servillo, è nato a Napoli e potremmo

“Non ho fatto la sciocchezza di andare a studiare le mele cubiste come voleva Severini, che io non sento, né gli altri ‘purismi’ che si propongono a quelli che cominciano a dipingere. Io non ho fatto che trasportare tutto il mio stesso mondo di decoratore in un mondo di pittore,

Se decidete di andare a vedere “The French Dispatch” è meglio che vi scordiate Maurizio Porro che come un disco rotto si ostina a non capire o a fingere di non capire che il cinema di Wes Anderson è “altro”. Qualcuno potrebbe anche affermare, a torto o a ragione, che

Il concerto dell’Earth Ensemble incomincia in maniera avviluppante e, come tutti i progetti che riguardano la terra (e chissà perché?), poteva far preludere ad una serata di elettronica pura e invece così non è stato, perché questo giovane gruppo sembra aver comunque le radici ben piantate nella musica strumentale e

E’ quanto mai difficile scrivere di un artista come Saul Steinberg e lo è per un motivo semplice: descrivere segni con le parole è quasi impossibile e lo è, tanto più, quando i segni dicono molto di più delle parole. Come per chi del segno grafico ha fatto una lingua

Vado sempre a vedere i film di Pedro Almodóvar per dovere perché credo che non mi piacciano, poi alla fine mi piacciono (quasi),sempre. So anche perché poi mi piacciono: perché in essi, solitamente nella seconda parte, c’è sempre una sorta di agnizione. “Madres Paralelas” non fa eccezione, poiché al solito

Il bello dei festival è che in pochi giorni si concentrano un numero di concerti (non li chiamo “eventi”perché il termine mi fa venire l’orticaria), strabiliante. È il caso di “JazzMi” che in dieci giorni offre più di un centinaio di concerti in punti diversi della città e in orari