Qualche volta, credo capiti a tutti, si va al cinema per disperazione diciamo, senza essere troppo drammatici, perché non abbiamo niente di meglio da fare. E così ci si accontenta anche di film o di registi che magari non fanno proprio parte del nostro Olimpo personale. Io nutro sempre molti pregiudizi e sul cinema ne nutro ancora di più: ne nutro su registi, generi cinematografici, attori. Cerco di vincerli (i pregiudizi) e faccio male perché se un film si intitola “Cry Macho”, diciamolo chiaramente, non promette niente di buono.

Ci si affida allora al nome del regista, anche in virtù del suo passato di attore celebrato, Clint Eastwood, che qualche buon film è pur riuscito a farlo, penso a “Gran Torino” o a “Million Dollar Baby” e altri. E così, complice la noia pre-natalizia e il vuoto pneumatico-culturale che preannuncia la garrule festività, ho ceduto alla non-tentazione di andarlo a vedere. Ve lo “spoilero” per bene, così che vi togliate dalla testa l’idea di buttare nel cesso otto o nove euro. Un ex cowboy, pensionato per raggiunti limiti di età, è incaricato da un bovaro, anzi no, da un allevatore di cavalli, di andare a recuperare il figlio borderline fuggito in un remoto villaggio messicano.

Il cowboy esegue e lo trova dedito al combattimento di galli ed altri imbrogli di piccolo cabotaggio. Riportandolo a casa si trova impelagato con la cattiveria della madre del ragazzino un po’ ninfomane e vagamente cocainomane e con il senso del dovere dello sceriffo scemo e corrotto del paese, ma grazie alla collaborazione di una “benefattrice di paese” e a un po’ di culo, su una sgangherata macchina, attraversa il confine desertico e riporta la “testa di minkia” a papino. Fine. Grandissima l’interpretazione del gallo, sul resto stendiamo un velo pietoso e bello spesso di modo che non si possa vedere niente.

Dal fronte della disperazione domenicale è tutto, a Voi studio…

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su email
Email
Condividi su twitter
Twitter

Condividi l'articolo

Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su reddit
Condividi su vk

© 2020-2021 La Voce di Novara - Iscrizione al registro della stampa presso il Tribunale di Novara

Mario Grella

Mario Grella

Nato a Novara, vissuto mentalmente a Parigi, continua a credere che la vita reale sia un ottimo surrogato del web.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SEGUICI SUI SOCIAL

Condividi

Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su email

Sezioni