Sindacati: «Nel commercio e nei servizi la trincea del rischio»

Dotazione dei dispositivi di protezione individuale a tutti i lavoratori, controllo rigido dell’afflusso delle persone, installazione di pannelli di plexiglass alle casse, sanificazioni costanti di ambienti e superfici: per i sindacalisti di categoria delle tre sigle sindacali (Mattia Rago Cisl, Stella Cepile Cgil, Lucia Iorio, Uil) queste sono soluzioni e strumenti possibili che vanno «da subito messi in atto. Sono azioni utili che ci sentiamo di richiedere immediatamente».

 

 

«In un quadro generale in cui le preoccupazioni maggiori sono rivolte alla più ampia tutela possibile della salute delle persone e al contenimento del diffondersi del contagio – dicono i sindacalisti – pare di scarso interesse la tutela delle lavoratrici e lavoratori impegnati a garantire attività di pubblica utilità, se non essenziali, nella distribuzione alimentare, nel commercio, nei servizi di pulizia degli ospedali e nei luoghi pubblici, nella vigilanza, nelle farmacie, nella ristorazione collettiva e in concessione. Per non dimenticare le lavoratrici degli appalti impegnate nei servizi in ospedali e luoghi pubblici, che non possono essere considerate di serie B e per le quali vanno previste le stesse protezioni e misure di sicurezza di tutti gli altri operatori. Così come per gli addetti alla vigilanza per i quali le misure di protezione sono molto carenti».

«Siamo e continueremo ad essere in prima linea per la difesa di questa parte del mondo del lavoro che nel paese non trova considerazione e che, nel garantire servizi ad un’intera comunità nazionale, rischia tutti i giorni la propria salute. Saremo intransigenti nei confronti di quelle aziende inadempienti e che nel dramma generale di un intero paese continuano a conseguire profitti e a far prevalere gli interessi di business ai bisogni e alla sicurezza delle persone».

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