Natale 2022: rispetto allo scorso anno panettoni e pandori più cari in media dell’8%

Lo rivela un'indagine condotta dall'Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, che riscontra però una lievitazione maggiore nel dolce tipico milanese di produzione artigianale

Come sempre le festività natalizie rappresentano un momento in più per stare in famiglia, ospitare parenti e amici in occasione di pranzi e cene. Su tutte le tavole, a conclusione del pasto, non mancheranno di certo il panettone o il pandoro e come ogni anno l’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori ha realizzato un’indagine sui costi dei due tradizionali dolci.


Nonostante il proliferare di di nuove versioni i più amati dagli italiani continuano a rimanere quelli classici, siano essi di produzione artigianale o industriale. Però, come per tanti altri generi, per questo Natale si dovrà fare i conti con un aumento dei prezzi, dovuti in larga parte alla crescita dei costi delle materie prime, come la stessa farina di frumento, che in una precedente rilevazione sempre di Federconsumatori ha fatto registrare un’impennata di oltre il 60%.


In ogni caso dall’indagine è emerso che per panettoni e pandori l’aumento medio riscontrato è dell’8% rispetto a dodici mesi fa. Abbiamo parlato di “dato medio”, perché se il costo del pandoro sta facendo registrare una diminuzione del 5%, sull’altro piatto della bilancia è il panettone decisamente più caro: 9% al supermercato e addirittura il 13% nella versione artigianale. Un andamento differenziato che, secondo diversi analisti, potrebbero influire non poco nelle scelte di molti italiani, forse anche quelli più tradizionalisti e legati al prodotto più tipico milanese.


Tanta gente, oltre al prezzo, continua a manifestare fiducia o indirizzare la sua scelta nei confronti di questa o quella marca. Occorre però sapere bene cosa si compre. Anche per questo sempre Federconsumatori vuole ricordare a tutti che il prodotto per riportare la dicitura “panettone” o “pandoro” deve essere conforme a quanto stabilito dal Decreto ministeriale del 2005, che elenca gli ingredienti da utilizzare e le procedure da seguire nella preparazione. Come per altri generi, sia di natura industriale che artigianale, devono poi riportare nell’etichetta diverse fondamentali informazioni previste dal Regolamento UE come denominazione di vendita, elenco e quantità appunto degli ingredienti, termine minimo e modalità di conservazione o data di scadenza; e poi dati riguardanti il produttore, la sede dello stabilimento, il lotto del prodotto e anche la presenza di ingredienti o coadiuvanti che possano provocare allergie o intolleranze e una dichiarazione nutrizionale.

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Luca Mattioli

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