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La Regione approva la legge sulle auto storiche

L'assessore all'Ambiente Marnati: «Un museo viaggiante e un patrimonio da tutelare». Autoveicoli e motoveicoli devono avere il riconoscimento di storicità riportato sulla carta di circolazione, con data di immatricolazione compresa fra i 20 e oltre i 40 ann

La Regione approva la legge sulle auto storiche. «L’obiettivo è valorizzare i veicoli di interesse storico e collezionistico – sottolinea il presidente della Regione, Alberto Cirio – che in una terra come il Piemonte, che ha scritto la storia dell’auto, non rappresentano solo una tradizione ma sono anche una importante opportunità di promozione turistica del nostro territorio con migliaia di appassionati in ogni parte del mondo».

«Le auto storiche certificate – aggiunge l’assessore Marnati – sono un museo viaggiante, un patrimonio da tutelare e preservare. Così manteniamo viva la storia di un mondo automobilistico che appartiene al passato e che oggi si può ancora apprezzare su strada con pochi esemplari».

Un valore, quello delle auto storiche non solo “collezionistico” o “storico-culturale” ma anche dagli importanti riflessi turistici, in termini di manifestazioni itineranti. Una legge snella, articolata in due unici articoli, pensata e fortemente sostenuta proprio per valorizzare il segmento turistico collegato a questo settore.

 

 

Autoveicoli e motoveicoli, che devono avere il riconoscimento di storicità riportato sulla carta di circolazione, con data di immatricolazione compresa fra i 20 e oltre i 40 anni, sono esclusi dai provvedimenti di limitazione al traffico. In particolare se la data d’immatricolazione è compresa tra i 20 e i 40 anni sono esclusi dai provvedimenti di limitazione nei giorni festivi e prefestivi; se è superiore a 40 anni possono circolare sempre. In entrambi i casi fatte salve ulteriori o differenti valutazioni dei sindaci in qualità di autorità competenti.

«Un ringraziamento particolare – conclude l’assessore Marnati – a tutto il consiglio, in particolare al presidente di commissione Angelo Dago e ai tecnici per l’impegno, che ha permesso di raggiungere questo importante risultato».

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