La catena di solidarietà porta i macchinari salvavita in ospedale

La catena di solidarietà porta i macchinari salvavita in ospedale. Sono stati collaudati e sono in funzione nel reparto di terapia intensiva, diretto dal professor Francesco Della Corte, due Ecmo, strumenti di fondamentale importanza per la terapia salvavita in pazienti con grave insufficienza respiratoria acuta, donati all’ospedale uno dalle sorelle Florinda e Tiziana Martena, titolare di Electronic System, l’altro dalla collaborazione tra la Fondazione “Franca Capurro per Novara” (di cui è presidente Filippo Arrigoni) e quattro giovani novaresi (Giulia Dalloni, Gabriele Mantica, Carlotta e Rachele Campanini) che avevano aperto una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma online gofundme dal nome “EMERGENZA CORONAVIRUS – AOU Maggiore della Carità”.

 

 

«L’Ecmo è un sistema che preleva il sangue e attraverso pompe meccaniche lo invia ad un ossigenatore che svolge in sostanza la funzione di polmone e poi lo reinvia all’interno del circolo arterioso – spiega il prof. Della Corte -. Inoltre sostiene anche il sistema circolatorio, analogamente alla macchina cuore-polmoni utilizzato nella chirurgia a cuore aperto. Per questo l’Ecmo, una volta finita l’emergenza coronavirus, potrà essere utilizzata per il trattamento di altre forme di insufficienza respiratoria e di scompenso cardiaco acuto, nonché per il mantenimento del donatore d’organo a cuore non battente, cosa che potrà facilitare l’aumento del numero di trapianti nel nostro ospedale».

Poiché il paziente è mantenuto in vita grazie all’apparecchio, è necessario prevedere la presenza di due Ecmo: nel caso si guastasse uno, l’altro può immediatamente proseguire il trattamento.

Sibilla Fabrizia Fortunato, coordinatrice dei perfusionisti dell’Aou, ringrazia «i donatori, che con la loro grande generosità ci consentono di lavorare al meglio per la salute dei nostri pazienti».

 

 

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