Il ministro Zangrillo: «Per il nuovo ospedale solleciterò una visita a Novara del mio collega Schillaci»

Lo ha promesso il neo titolare alla Pubblica amministrazione intervenendo questa mattina al convegno di “Protagonisti insieme” dedicato alla prevenzione di alcune patologie tumorali: «Il vostro territorio è ricco di eccellenze. Ho ascoltato il vostro appello. Il 2023 sarà difficile ma occorre avere fiducia»

Per la sua prima uscita il neo ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha scelto Novara. Non solo perché si tratta «di una città importante nella geografia del Piemonte» o forse anche perché, nel suo ruolo di coordinatore regionale di Forza Italia, è stato chiamato in più di un’occasione nel recente passato a fare da “pompiere” di fronte a un partito come quello degli “azzurri” decisamente lacerato a livello locale. All’ombra della Cupola antonelliana da tempo si freme a tutti i livelli per avere notizie e certezze sul nuovo ospedale. L’occasione data dal convegno tenutosi stamattina, sabato 5 novembre, nel Salone dell’Arengo del Broletto sul tema “Prevenzione dei tumori della testa e del collo” organizzato dall’associazione “Protagonisti insieme”, con la presenza di un esponente del nuovo Governo – dichiaratosi «amico del presidente della Regione Alberto Cirio e del collega alla Salute Orazio Schillaci» – ha visto i presenti sollecitarlo in qualche modo a prendersi un impegno, visto che proprio dei giorni scorsi fra i suoi primi atti c’é stato quello della chiusura del contratto di lavoro con 600 mila addetti della sanità.


Paolo Zangrillo, dopo aver ascoltato i saluti del sindaco Alessandro Canelli e del rettore dell’Università del Piemonte Orientale Gian Carlo Avanzi, i desideri di altri, fra cui quelli del direttore dell’Aou Gianfranco Zulian, ha provato a sbilanciarsi: «Mi prendo l’impegno a sollecitare una visita a Novara del mio collega alla Salute Schillaci, per farsi raccontare da voi le eccellenze di questa realtà del territorio, in modo che riesca a prendersi l’impegno di accelerare tutti i programmi che servono per realizzare il nuovo ospedale».
A questo finale il ministro è giunto dopo aver citato l’esperienza di due anni di pandemia, ma che «quando pensavamo di cominciare a vedere la luce il conflitto russo – ucraino ci ha riportato a una situazione molto difficile».


Oggi l’Italia, ha continuato, «si trova ad affrontare una crisi che si riflette sulle famiglie e sulle prospettive di crescita delle imprese. Proprio ieri (venerdì 4 novembre, ndr) il Consiglio dei ministri ha approvato il documento che anticipa la legge di bilancio. Avremo un 2023 molto complicato, che sarà prevalentemente dedicato a tutte quelle attività che servono per riconoscere risorse a famiglie e imprese per superare questo momento drammatico».


«In questo momento – ha proseguito – non dobbiamo dimenticare le cose importanti, quelle che ci fanno crescere la consapevolezza delle potenzialità che abbiamo. Il sistema sanitario è sicuramente uno fra queste. L’ospedale e l’università di Novara sono due grandi eccellenze del vostro territorio e un incontro come quello di oggi le celebra giustamente». E ancora: «Noi abbiamo bisogno che la pubblica amministrazione funzioni. Lo sviluppo dell’Italia passa necessariamente attraverso il funzionamento viruoso della sua burocrazia; e quindi il mio impegno, espresso anche ai miei collaboratori, è quello di lavorare mettendo al centro la persona».


Parlando di lavoro Zangrillo ha affermato che «nel nostro Paese abbiamo un livello di disoccupazione dell’8%, eppure in Italia ci sono 700 mila posti di lavoro inevasi. Non vengono coperti perché non ci sono le competenze e quindi nella sanità c’è chi addirittura è andato a prendere i medici a Cuba, come successo in Calabria. L’impegno del nuovo Governo sarà su questo: lavorare sulle competenze, cercando di accelerare i percorsi che ci consentano di avere disponibili risorse e persone, nei vari comparti. Il 2023 sarà difficile, ma vi invito a guardare al futuro con ottimismo».

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Luca Mattioli

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