Il Comune sottoscrive il codice etico per gli insediamenti logistici

Il Comune sottoscrive il codice etico per gli insediamenti logistici. Nella giornata di ieri, martedì 16 febbraio, la giunta comunale ha deliberato di adottare il “Piano per la logistica sostenibile novarese”, uno strumento che impone di rispettare alcune regole, sintetizzate in undici punti, a chi deciderà di insediarsi sul territorio della città.

«La bozza, che verrà sottoposta agli stakeholders e agli operatori di settore – spiega il sindaco Alessandro Canelli – è il risultato di un lavoro, partito alcuni mesi fa, supervisionato dalla Direzione generale del Comune di Novara, in collaborazione con Assa, Sun e Acqua Novara Vco, che ha tecnicamente coniugato gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite (Agenda 2030) con gli aspetti legati alla logistica. In questo modo, vogliamo conciliare la necessità di creare sviluppo e soprattutto nuove opportunità occupazionali con il rispetto per l’ambiente circostante».

«Sono state già avviate numerose iniziative progettuali per un percorso virtuoso verso il miglioramento della qualità ambientale – si legge nel testo della delibera di giunta – come le opere di forestazione dei terreni comunali (il bosco nel Borgo di Agognate, la forestazione di zona Prelle, il mantenimento dell’impianto di arboricoltura in località Cascina Santa Maria); la
riqualificazione di sistemi urbani esistenti quali gli ex magazzini Cariplo e l’area delle Ex Officine Grafiche De Agostini; l’avvio delle procedure per la predisposizione del nuovo Piano urbano di mobilità sostenibile; l’incremento della raccolta differenziata».

 

 


In sintesi gli undici punti del codice etico

1. Posizione e consumo energetico

Il territorio novarese  richiede che gli operatori si impegnino per azioni concrete nell’uso di mezzi di trasporto che vadano nella direzione delle migliori pratiche in termini di propulsioni, combustibili ed efficienze. Aspetto da valorizzare e perseguire è il tema dell’intermodalità. I siti logistici devono rappresentare un presidio interconnesso con il sistema ferroviario e tra le modalità di trasporto devono privilegiare quelle a ridotto impatto ambientale e ad utilizzo di fonti non fossili.

2. Carbon footprint

Tutte le attività superiori a ……..metri quadrati (o altro parametro) aderenti al piano per la logistica sostenibile novarese devono misurare l’impronta di carbonio (carbon footprint) entro il 2022, e poi con cadenza annuale, per avere un quadro delle emissioni di gas serra generate dal ciclo produttivo. Una volta realizzati queste mappature, dovranno essere realizzati piani per controllare e ridurre le emissioni.

3. 100% LEED entro 2030

Obiettivo strategico per tutti gli insediamenti superiori a ……. metri quadrati (o altro parametro) è l’ottenimento della certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) o analogo riconosciuto dall’amministrazione comunale.

4. Migliore illuminazione

Una delle strategie di illuminazione interna più interessanti è lo sfruttamento della “luce del giorno”. Si devono valorizzare sistemi che privilegiano questa opzione. Contemporaneamente devono essere realizzati sistemi di illuminazione artificiali con sensori di illuminazione diurna in modo che l’edificio possa ottimizzare i consumi. Per l’illuminazione esterna va adottato un sistema che contemperi l’adeguata illuminazione per motivi gestionali e di sicurezza, con la riduzione dell’inquinamento luminoso, soprattutto negli ambienti di stretta connessione con l’ambiente rurale.

5. Raccolta differenziata

Ancor prima della costruzione, serve valutare tutte le opportunità di sostenibilità legate a questo driver. Se si costruisce una nuova realizzazione, ridurre i costi di costruzione utilizzando materie  con alto contenuto di materiale riciclato possono essere opzioni da tenere in considerazione. Quanto alla gestione operativa i target di raccolta differenziata all’interno dei siti logistici devono essere al minimo comparabili a quelli vigenti per il contesto urbano di riferimento.

6. Going Netzero

Un edificio a Netzero genera più energia di quanta ne consuma nell’arco di un anno. Da qui la definizione di “netto”, con zero fabbisogni energetici dalla rete elettrica locale. Tale strategia deve essere perseguita con l’utilizzo, produzione, sfruttamento di energia rinnovabile. Obiettivo da condividere deve essere che entro il 2030 il 50% degli insediamenti realizzati dopo l’anno2000 deve raggiungere il target “Netzero”.

7. Edifici più intelligenti

Vanno adottate strategie di submetering con l’installazione di dispositivi di misurazione fisica su macchinari e attrezzature per monitorare l’utilizzo di elettricità, gas, acqua e altre utilità. Questi dati vengono quindi inviati al software di gestione degli edifici basati su web per l’analisi e per identificare le opportunità di risparmio ambientale ed economico.

8. Land Use, ecologia e fruibilità

Piani di gestione e monitoraggio dell’impatto che le attività svolte nell’immobile hanno sull’ambiente locale e promozione dell’uso sostenibile dei terreni, la protezione o la creazione ex novo di aree di habitat per flora e fauna devono essere implementate.

9. Mitigazione visiva

L’uso della vegetazione, prevalentemente autoctona, la scelta del colore e l’utilizzo di materiali reperibili in loco sono i criteri e le strategie più condivise. Si evidenzia l’importanza di individuare condivise strategie di intervento volte alla conservazione, salvaguardia e valorizzazione del paesaggio rurale e adottare linee guida e misure comuni per integrare o mitigare queste strutture.

10. Risorse idriche

L’attenzione richiesta per il settore è prevalentemente legata a due aspetti. L’utilizzo di risorse di qualità non potabile per gli usi non sanitari. Al fine di garantire la salvaguardia della risorsa in ottica di sostenibilità da raggiungere al 100% entro il 2025. La disponibilità di risorsa idrica presente nella prima falda non potabile può essere prelevata per usi antincendio, irrigazione aree verdi, lavaggi, attività industriali, salvaguardando la risorsa destinata al consumo umano.

11. Mobilità dei dipendenti

La disponibilità di risorsa idrica presente nella prima falda non potabile può essere prelevata per usi antincendio, irrigazione aree verdi, lavaggi, attività industriali, salvaguardando la risorsa destinata al consumo umano. Il Decreto Rilancio D.L. 19 maggio 2020 n. 34 estende l’obbligo della figura del mobility manager a tutte le aziende con più di 100 dipendenti, localizzate in un capoluogo di Regione, in una città metropolitana, in un capoluogo di Provincia o in un Comune con più di 50mila abitanti. A tale finalità tutti gli operatori dovranno implementare tali fattispecie e dovranno essere studiati, in accordo con l’amministrazione, piani degli orari e della mobilità integrati e che valorizzino gli strumenti di mobilità sostenibile e del trasporto pubblico locale.

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