I Giovani Imprenditori di Cnvv nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles

Iniziativa che permette di consolidare i rapporti interpersonali e di accrescere le conoscenze sul funzionamento delle dinamiche politiche e di lobbying

Missione internazionale per il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv), una cui delegazione ha visitato la sede del Parlamento europeo a Bruxelles, incontrando rappresentanti politici del nostro Paese e tecnici della delegazione di Confindustria.

«Dopo due anni di continue procrastinazioni a causa del Covid – ha raccontato il presidente del Gruppo, Marco Brugo Ceriotti – a fine settembre siamo finalmente riusciti a concretizzare un’idea che avevamo avuto già con la precedente presidente, Federica Zappone, portando con noi una ventina di giovani imprenditori, alcuni dei quali appartenenti alle associazioni territoriali di Biella e del Verbano Cusio Ossola. Sono molto soddisfatto perché l’iniziativa ci ha permesso di consolidare i rapporti interpersonali e di accrescere le conoscenze sul funzionamento delle dinamiche politiche e di lobbying che stanno alla base delle decisioni che vengono poi rese note ai cittadini».

Il programma di incontri è stato molto intenso: nella mattinata di giovedì 29 settembre il gruppo, che è stato sempre affiancato da Edoardo Damiani ed Eleonora Trento, rispettivamente Policy Adviser e Junior Policy Adviser di Confindustria Bruxelles, è stato accolto da Leonardo Pinna, Senior Eu Funds Adviser di Confindustria Bruxelles, che ha presentato le principali attività svolte, e ha poi incontrato Salvatore Amico Roxas, Policy Officer della Direzione generale Growth della Commissione Europea, che ha descritto gli strumenti finanziari del programma “Invest Eu”. La successiva visita al Parlamento europeo e al Parlamentarium è stata intervallata da un pranzo con gli eurodeputati della circoscrizione nord-occidentale: Tiziana Beghin, Brando Benifei, Marco Campomenosi, Carlo Fidanza, Gianna Gancia, Alessandro Panza, Massimiliano Salini, Silvia Sardone, Irene Tinagli e Isabella Tovaglieri. «Abbiamo fatto loro presente – ha proseguito Brugo Ceriotti – quanto la percezione del mondo imprenditoriale nei confronti dell’Ue sia ancora di una eccessiva “distanza” e quanto sia necessario migliorare la comunicazione tra le parti, data l’importanza dell’ingente attività legislativa che si svolge nelle sue sedi, ma che spesso risponde solo parzialmente alle problematiche reali di noi aziende».

La “geografia del potere a Bruxelles” è stato l’argomento del primo incontro di venerdì 30 settembre, con il direttore Affari europei della delegazione di Confindustria presso l’Ue, Matteo Borsani, a cui è seguito quello con il presidente di Yes for Europe (la federazione europea dei Gruppi Giovani Imprenditori), Matteo Dell’Acqua. Il programma dei lavori ha poi visto il gruppo (di cui facevano parte anche Roberta Massaro, Laura Brugo Ceriotti, Stefano Inzaghi, Andrea Notari, Erica Garone, Michael Bagnato, Laura Marchetti, Chiara Cianciolo, Giulia Basano, Federico Bosco, Nicola Piaquadio, Margherita Negri, Cecilia Salussolia, Daniela Ceriani, Gianmaria Spinella, Mattia Bocchio Vega, Laura Fendoni, Lorenzo Grosso e Stefano Sanna) incontrare Roberto Scazzola, Policy Officer della Direzione generale Environment della Commissione europea, che ha parlato di economia circolare e programma “Life”, Francesco Ferioli, Policy Analyst della Direzione generale Energy della Commissione europea, che ha descritto i problemi dell’emergenza energetica, tra azioni comunitarie e prospettive di medio-lungo periodo, e Leonardo Pinna, che si è soffermato sui finanziamenti europei.

«Abbiamo avuto conferma – ha concluso Brugo Ceriotti – del fatto che l’Europa è dalla nostra parte e che non è pensabile poter prendere decisioni che non siano non coordinate a livello continentale. Si devono però ancora fare importanti passi in avanti per colmare le differenze e i gap tra i singoli Paesi che, come dimostrano anche alcune recenti scelte di politiche energetica, sono ancora notevoli. Senza una strategia europea di sviluppo comune, coordinata, responsabile e soprattutto sostenibile, non ci può essere né crescita né futuro».

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