Gli operatori dello spettacolo scendono in piazza: «I primi a chiudere e gli ultimi a riaprire»

Gli operatori dello spettacolo scendono in piazza: «I primi a chiudere e gli ultimi a riaprire». Venerdì 20 novembre in piazza Gramsci alle alle 10 è in programma la prima manifestazione del Movimento di maestranze del mondo dello spettacolo novarese “Lavoratrici e Lavoratori dello Spettacolo Novara” composta principalmente da tecnici e musicisti che appoggia il movimento regionale “Lavoratrici e Lavoratori dello Spettacolo Piemonte” e nazionale “Professionisti Spettacolo e Cultura – Emergenza Continua”

«Questa è la categoria che ha subito maggiormente la crisi sanitaria, sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi a riaprire – afferma il Walter Roncaglia – ma il Covid è stato solo quell’impulso che forse serviva per far risvegliare l’animo di tante e tanti lavoratrici e lavoratori che da sempre vivono in un settore che non è mai stato adeguatamente normato dove ancora sono presenti situazioni d’altri tempi e tanto lavoro nero. In questi mesi sono nate tante organizzazioni come questa in ogni parte dello stivale e il percorso è arrivato alla sua sublimazione con l’evento del 10 Ottobre in Piazza Duomo a Milano “Bauli in Piazza”. E’ giunto il momento di organizzarsi dal basso e presentare le istanze della categoria, un percorso di riforma del settore è già partito a livello nazionale ma un’organizzazione come quella novarese puo’ già fare tanto a livello locale, infatti durante la manifestazione verrà presentato un documento da portare all’attenzione del sindaco di Novara Alessandro Canelli come forma di impegno concreto atto al rilancio del settore spettacolo ed eventi per non farci trovare impreparati quando l’emergenza sanitaria sarà finita».

«Purtroppo stiamo parlando di una situazione tragica dove già il 30% dei lavoratori ha dovuto per necessità cambiare mestiere – prosegue Roncaglia – LLSN nel suo piccolo pensa che a livello locale possano essere prese delle misure per alleggerire il peso fiscale di locali e organizzatori di eventii quali grazie anche a queste misure, a emergenza finita potranno godere di piu’ margine da spendere per intrattenimento e spettacolo e quindi dare una spinta all’intero settore e a tanti lavoratori. In 10 mesi di crisi nera le risposte da parte del governo sono state poche e leggere, i sussidi non sono stati sufficienti e forse non lo saranno neanche nel futuro perché un sussidio non basta, servono misure strutturali e definitive, qualora non arrivassero la speranza è che il settore spettacolo sia pronto per il primo vero sciopero nazionale dove per una giornata faremo sentire la mancanza di lavoratrici e lavoratori».

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