Federfarma: «I vaccini antinfluenzali non ci sono e dei tamponi rapidi non abbiamo notizie»

Federfarma: «I vaccini antinfluenzali non ci sono e dei tamponi rapidi non abbiamo notizie». Sono passati cinque giorni dalla conferenza stampa del 21 ottobre in cui il presidente Cirio annunciava l’immediata disponibilità («la delibera l’abbiamo assunta ieri, quindi le farmacie da oggi sono in grado di ricevere le prenotazioni») del servizio di prenotazione in farmacia per i tamponi rapidi, ma a oggi i cittadini non possono ancora ricevere questo servizio. A confermare il disagio, il presidente dell’associazione Titolari Farmacia della provincia di Novara, Enrico Luoni: «Abbiamo chiesto spiegazioni alla Regione, ma a oggi non sanno dare risposte sulle tempistiche. Sappiamo che sono stati arruolati trecento infermieri per effettuare il test a domicilio, però manca il materiale per effettuarlo. Purtroppo dobbiamo navigare a vista perchè è un continuo susseguirsi di notizie e smentite».

 

 

Un problema su cui ha posto l’attenzione il consigliere regionale Domenico Rossi: «Ci auguriamo che nelle prossime ore la situazione si sblocchi, rendendo disponibile uno strumento che consideriamo anche noi strategico nello sforzo di tracciamento e contenimento del virus. Anche questa volta si è ingenerata un’aspettativa elevata nella cittadinanza che ora rimane frustrata, peraltro spingendo cittadini che vogliono sottoporsi a tampone a recarsi inutilmente in un esercizio pubblico come le farmacie e creando situazioni di inutile rischio. Forse sarebbe meglio che questa giunta cominciasse a dosare meglio gli annunci e a valutarne le conseguenze, senza scaricare su farmacie e cittadini le conseguenze di una brutta “annuncite”».

La situazione non è migliore sul fronte dei vaccini antinfluenzali. Nonostante la campagna regionale sia partita nella giornata di ieri, lunedì 26 ottobre, le farmacie non dispongono delle dosi. «Le scorte sono già finite e non ne verranno prodotte altre – prosegue Luoni – in quanto la Regione ha acquistato un quantitativo maggiore, 1 milione rispetto alle 700 mila dell’anno scorso da destinare alle persone a rischio e che ne hanno diritto. Bisognerà, dunque, attendere la fine del mese di novembre quando sarà fatta la ricognizione con i medici di base sulle dosi avanzate che, a quel punto, saranno ritirate dall’Asl e distribuite nelle farmacie per essere acquistate al costo di 13,50 euro.

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