Fanghi inquinanti nel Novarese: fra due settimane Arpa farà conoscere i risultati delle analisi

L'argomento ha interessato nel pomeriggio di martedì la seduta della Commissione Ambiente della Provincia. La direttrice dell'Azienda regionale protezione ambientale Piemonte Nord-Est Mulatero: «Solo allora potremo saperne di più ed eventualmente eseguire verifiche in altri siti»

Fra due settimane si dovrebbe conoscere qualcosa di più circa la vicenda legata al presunto spargimento di fanghi contenti sostanze inquinanti in alcuni terreni di Agrate Conturbia e Sizzano. La II Commissione consiliare della Provincia, convocata nel pomeriggio di martedì 22 giugno, ha avuto come punto cardine questo argomento e come relatori il dirigente del Settore Ambiente di Palazzo Natta, Davide Rabuffetti, e la direttrice del Dipartimento Piemonte Nord-Est di Arpa, Giovanna Mulatero.


Il primo ha inizialmente voluto fare un excursus storico, ricordando come su questi fatti siano tuttora in corso «verifiche da parte delle autorità giudiziarie su fatti risalenti a partire dal 2019». Arpa stessa, è stato ancora precisato, «ha effettuato alcune indagini sulla base di esposti che segnalavano molestie olfattive attribuibili a questi “fanghi”». Una precisazione: «Le normative in vigore, sia nazionali che regionali, consentono l’utilizzo in agricoltura di questi prodotti per fertilizzare il terreno, purché in possesso di una specifica idoneità. Però, alla luce di notizie riportate nelle ultime settimane, in alcuni casi questi “fanghi” sarebbero stati contraffatti». Tanto è bastato per mettere in moto una complessa inchiesta che vedrebbe interessati diversi territori del Novarese situati ad Agrate Conturbia, Cerano, Galliate, Sizzano e la frazione del capoluogo Pernate. Come Provincia – ha continuato – non abbiamo rilasciato nessun tipo di nuove autorizzazioni». E gli accertamenti effettuati su quelle già in essere, ha detto la direttrice Mulatero, non hanno evidenziato problematiche, se non per un caso verificatosi in provincia di Vercelli.


Il rammarico maggiore sembrerebbe essere quello che «nonostante la nostra richiesta, la Procura non ci hanno fornito dettagli e quindi non ci troviamo nelle condizioni di conoscere la reale situazione del nostro territorio. Abbiamo provveduto a fare eseguire campionature nella zona di Agrate Conturbia e di Cerano». E i tempi per conoscere questi risultati? «Entro un paio di settimane il nostro laboratorio di Alessandria dovrebbe essere in grado di avere i risultati dei prelievi eseguiti ad Agrate Conturbia e Sizzano. Solo allora potremo saperne di più ed eventualmente eseguire verifiche in altri siti».

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Luca Mattioli

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