Dai Lions un’autovettura per il trasporto di piccoli pazienti oncologici

Il service realizzato dai due club Novara Ticino e Novara Ovest Ticino ha previsto la donazione del mezzo alla locale sede dell'Ugi per lo spostamento dei ricoverati dalla stazione verso l'ospedale e la struttura di soggiorno per chi proviene da località distanti

Un importante service è diventato realtà per iniziativa di due Lions Club locali, il Novara Ticino e il Novara Ovest Ticino a favore di piccoli pazienti oncologici. Presentata questa mattina, venerdì 28 ottobre, nell’aula magna dell’ospedale Maggiore, l’iniziativa ha permesso ai due sodalizi – che hanno contribuito in egual misura – l’acquisto di un’autovettura che è stata donata alla sede di Novara dell’Ugi (Unione genitori italiani), rappresentata dal suo presidente Andrea Locarni. Il mezzo, è stato spiegato, servirà al trasporto dei ricoverati dalla stazione all’ospedale novarese e verso la struttura di soggiorno per chi proviene da località distanti e segue i trattamenti in forma residenziale, mentre è in fase di dotazione tutta una serie di equipaggiamenti specifici per il miglioramento del comfort nelle sale di attesa e rendere meno traumatico l’accesso alle terapie.


A rappresentare i due Club sono intervenuti i presidenti Marco Carpani (Novara Ticino) e Filippo Sala (Ovest Ticino), con il past governatore del Distretto 108 IA1 Gerolamo Farrauto: il progetto ha avuto infatti l’approvazione da parte della Lions Club International Foundation (Lcif), che ha contribuito con un Grant a “raddoppiare” la raccolta da parte dei due sodalizi novaresi, per un totale di 26.620 dollari.


Un ringraziamento particolare è stato manifestato dal direttore generale dell’Aou “Maggiore della Carità” Gianfranco Zulian, ricordando come «le cure oncologiche pediatriche di fatto usufruiscono di una rete regionale ubicate al “Regina Margherita” di Torino, ma che però hanno anche un punto importante di riferimento nella nostra clinica pediatrica».


La struttura di Oncologia pediatrica, coordinata dalla dottoressa Maria Eleonora Basso e afferente a quella complessa a direzione universitaria diretta dalla professoressa Ivana Rabbone è infatti un punto di riferimento per i bambini delle quattro province del “Quadrante”. Da questo progetto, è stato ricordato infine, «sono circa centocinquanta i pazienti e le famiglie coinvolte, in diversi stadi della malattia; e negli ultimi conque anni si è registrato un aumento del 12% di nuove diagnosi».

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Luca Mattioli

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