Così si fa Storia nell’istituto tecnico: Il Fauser vince con un sito sul Muro di Berlino

Un bel modo per chiudere l’anno. Proprio in questi giorni Emmanuel Anansi, Youssef Elaamraoui, Giulia Foglio, Marcello Mazzucchi e Domenico Popolizio, della 5 BIN del Fauser, dell’indirizzo di Informatica, hanno ricevuto la lieta notizia: sono risultati essere fra i vincitori della 39° edizione del Progetto di Storia Contemporanea promosso dal Consiglio regionale del Piemonte, attraverso il Comitato Resistenza e Costituzione in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte.

 

 

Il gruppo, coordinato dalla professoressa Anna Cardano, ha realizzato un sito, http//:murodiberlino.fauser.edu, dedicato al Muro di Berlino, completamente “made in Fauser”, dai contenuti alla creazione e gestione del sito stesso. Un progetto che gli studenti hanno fatto nascere e di cui si sono presi cura. «Sfatiamo il mito che in un istituto tecnico non si possa fare storia, – dice la professoressa – i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro, costruendo il sito e inserendo tutti i documenti dopo averli analizzati in modo scrupoloso. E’ stata una bellissima notizia, gli alunni si chiedevano se sarebbe arrivata una risposta, questa situazione di emergenza ha allungati i vari tempi e sarebbe stato un peccato non sapere più nulla; così chiudiamo l’anno in bellezza».

Per i ragazzi c’è anche un premio che però verrà consegnato il prossimo anno: «In palio ci sono dei viaggi in luoghi storici, – continua la professoressa – lo stesso gruppo aveva partecipato anche lo scorso anno e insieme siamo stati a Trieste, quest’anno ci siamo posizionati ancora meglio nella graduatoria e quindi la meta sarebbe stata ancora più bella: il tutto è stato posticipato di un anno quando si potrà tornare a viaggiare in sicurezza, per cui oltre ai vincitori della prossima edizione, verranno contattati anche i vincitori di quest’anno».

Il sito rimarrà a disposizione: «E’ una bella dimostrazione che le competenze sono a disposizione di tutti. I ragazzi hanno realizzato questo lavoro con estremo piacere, soprattutto per il fatto che hanno affrontato un argomento che non è così lontano nel tempo e io sono stessa sono del parere che una storia più “vicina” sia migliore, perché se chiedono ai genitori o ai nonni possono avere in formazioni».

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