Confine di Stato, dalle cover al primo album in assoluto

Confine di Stato, dalle cover al primo album. «Perchè ci chiamiamo così? Perchè un giorno la nostra cantante Francesca Obezzi stava facendo un viaggio in auto verso le valli dell’Ossola, ha visto il cartello stradale del confine di stato e ha avuto l’ispirazione».

Comincia così il racconto di Riccardo Clerici, bassista della band tutta novarese nata nel 2009: «Emanuele Colonnese, il chitarrista, e io suonavamo insieme in altre band; un giorno abbiamo deciso di fondarne una nostra coinvolgendo la voce di Francesca Obezzi e Alberto Riccardi per la batteria. Ci siamo sempre esibiti con cover italiane degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, poi abbiamo deciso di produrre un lavoro tutto nostro».

Da lì, nel 2019, i componenti della band hanno iniziato a scrivere e poi a registrare gli otto brani del loro primo album intitolato “Mani” e che ha visto la luce quest’anno dopo il lockdown: «Il titolo – prosegue Clerici – è ispirato a una delle azioni umanitarie a cui Francesca ha partecipato con Actionaid in Nepal».

L’album può essere ascoltato anche sul canale Youtube e su Spotify; il gruppo ha una pagina Facebook e un profilo Instagram.

 

 

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