Caro- carburanti: Cna chiede riduzioni fiscali per l’autotrasporto, mezzi green i più penalizzati

Secondo CNA il rischio di paralisi dei mezzi è molto alto

Il caro-energia impatta in modo pesante sull’autotrasporto merci ed è necessario ridurre le imposte sul carburante per scongiurare il fermo di migliaia di veicoli a causa dei costi insostenibili. È quanto chiede CNA Fita evidenziando che il prezzo medio nella seconda metà di gennaio ha raggiunto 1,60 euro/litro con una crescita di 28 centesimi sulla media del 2020.

«Ai prezzi attuali del gasolio – spiega Piergiorgio Pozzuolo, responsabile CNA Fita Piemonte Nord – i costi di gestione di un camion aumentano di 9.300 euro l’anno secondo i calcoli di CNA Fita, pari a un impatto del 7% dei valori indicativi dei costi di esercizio. Il caro-carburante è ancora più pesante per i veicoli green. Un camion a metano deve sopportare un rincaro del carburante dell’86,60% che si traduce in un aumento di spesa di oltre 18mila euro l’anno».

«Questo è un paradosso – evidenzia Alessandro Cianciolo, presidente CNA Fita Piemonte Nord – che penalizza le imprese che hanno effettuato investimenti green. Nelle ultime settimane il costo medio del metano per autotrazione ha superato 1,81 euro/Kg obbligando molte imprese a fermare i veicoli a causa dei costi insostenibili. È necessario quindi un taglio urgente alle imposte sul carburante per non fermare l’autotrasporto».

In foto, Piergiorgio Pozzuolo, responsabile CNA Fita Piemonte Nord

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