Camera di commercio: «Produzione rubinetterie sempre in testa nel novarese»

L'indagine del secondo trimestre 2022 ha visto complessivamente coinvolte nel quadrante 659 imprese, per un totale di oltre 26.200 addetti e un fatturato superiore ai 9,1 miliardi di euro.

Nel trimestre aprile-giugno 2022 la produzione industriale ha dovuto confrontarsi con il rialzo dei costi energetici e con le difficoltà di approvvigionamento, elementi acuiti dal conflitto russo-ucraino. I dati sulla produzione industriale restano comunque positivi nelle quattro province dell’Alto Piemonte che si collocano, con la sola eccezione di Novara, al di sopra della media regionale piemontese, attestata al +3,8% rispetto al corrispondente trimestre 2021, seppure con differenze territoriali e settoriali.

La provincia del Verbano Cusio Ossola, registra il +4,8% nella produzione industriale, con una crescita del fatturato del +8,7%. Vercelli si attesta al +4,4% sul fronte della produzione industriale, registrando un aumento del fatturato del +7,2%, mentre in questo trimestre Novara registra una lieve crescita della produzione con un dato del +2,2%, che la relega all’ultimo posto della graduatoria regionale, con un fatturato in aumento del +6,5%. L’indagine del secondo trimestre 2022 ha visto complessivamente coinvolte nel quadrante 659 imprese, per un totale di oltre 26.200 addetti e un fatturato superiore ai 9,1 miliardi di euro.
«I dati del secondo trimestre 2022, seppure ancora in positivo, risentono del prolungarsi della fase di incertezza dovuta al conflitto in Ucraina – ha commentato Fabio Ravanelli, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte – I timori delle imprese sulla persistenza dei fattori che frenano l’attività produttiva sono tangibili, con pressione inflazionistica e costi dell’energia arrivati a livelli insostenibili. Uno scenario che rischia di bloccare la crescita e di rendere quasi più conveniente per diverse realtà imprenditoriali sospendere la propria attività, anziché mantenere i regimi produttivi. Occorre dunque agire in tempi rapidi e su più fronti, fissando, in primis, un tetto europeo al prezzo del gas e riducendo la dipendenza energetica da altri Paesi».

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