Appello Cna ai parlamentari del territorio: non escludiamo l’80% delle imprese dai bonus

La richiesta delle qualificazioni SOA andrebbe a discapito di quelle imprese che lavorano prevalentemente per il privato o per appalti pubblici di piccola entità

«Come CNA lanciamo un appello ai parlamentari del nostro territorio perché intervengano a favore delle imprese per non rallentare la ripresa, per non cancellare di fatto il bonus edilizia per l’80% delle imprese e per non farci ingabbiare dalla burocrazia, invece di agevolare imprenditori e imprenditrici» ha affermato il direttore di CNA Piemonte Nord Marco Pasquino (in foto).

Al centro di questa presa di posizione, formalizzata da CNA Piemonte Nord in una lettera (allegata) inviata ai parlamentari eletti che rappresentano i territori delle province di Novara, Vercelli e VCO, c’è la possibilità che venga introdotto l’obbligo di essere in possesso della qualificazione SOA (la certificazione già obbligatoria per la partecipazione a gare per l’esecuzione di appalti pubblici) per tutti i lavori legati ai bonus per le ristrutturazioni in edilizia.

«Le piccole e medie imprese delle costruzioni sono molto preoccupate – ha sottolineato Pasquino – rispetto ad alcuni emendamenti presentati da più gruppi parlamentari e segnalati come prioritari al Decreto Ucraina all’esame del Senato, che prevedono appunto l’estensione della qualificazione SOA. CNA ha sollecitato Governo e Parlamento a non procedere all’estensione dell’obbligo della qualificazione SOA e come territorio Piemonte Nord facciamo lo stesso attraverso l’appello ai Parlamentari eletti nei nostri collegi di riferimento».

«Questo obbligo sarebbe in evidente contraddizione con l’orientamento di semplificare le procedure e ridurre gli adempimenti a carico delle imprese, più volte ribadito dal Governo e dal Parlamento» ha aggiunto il presidente di CNA Costruzioni Piemonte Nord Filippo Calcagno.

Per CNA l’estensione della qualificazione SOA rischia di:

compromettere la ripresa del settore delle costruzioni escludendo dal mercato delle lavorazioni edilizie circa l’80% delle imprese che, ad oggi, non hanno l’obbligo di questa qualificazione;

caricare le imprese di maggiori oneri;

incrementare il giro d’affari per le società autorizzate al rilascio delle qualificazioni SOA;

penalizzare i cittadini-clienti.

«Le continue modifiche al funzionamento dei bonus edilizi – ha affermato inoltre Calcagno – paralizzano la ripresa economica nel nostro settore, come evidenziano i recenti interventi su criteri e modalità per la cessione dei crediti. L’obbligo della qualificazione SOA mette in difficoltà le piccole e medie imprese che lavorano per lo più per i privati o per opere pubbliche di lieve entità, introducendo una grave e pericolosa restrizione dell’offerta nel mercato della riqualificazione del patrimonio immobiliare. L’esperienza mostra che le SOA non rappresentano in alcun modo un sistema in grado di garantire la qualificazione delle imprese se non per il mercato pubblico, e non è lo strumento adeguato per arginare comportamenti fraudolenti».

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