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Allontanamento zero, scontro Allegra – Caucino: la consigliera replica all’assessora

L'assessora regionale al Welfare Caucino commenta l'intervento che la consigliera provinciale Allegra ha fatto durante l'ultima commissione sulla situazione dei minori del territroio accusandola di seguire «il cieco furore ideologico di una certa parte politica». La replica non si è fatta attendere così come la difesa degli esponente regionali del Pd

Allontanamento zero, scontro Allegra – Caucino: la consigliera replica all’assessore. La scorsa settimana la Provincia di Novara aveva convocato una commissione alla presenzaegli operatori dei servizi sociali per fare il punto della situazione sul territorio novarese in tema di minori. La consigliera di minoranza Milù Allegra, nel suo intervento, aveva definito il disegno di legge regionale denominato Allontanamento zero «scellerato, secondo noi contiene una serie di inesattezze ed elementi di incostituzionalià». Un provvedimento verso il quale, nel corso dei mesi, gli operatori del settore hanno pubblicamente dichiarato le loro perplessità ribadite da tutti i presenti proprio durante la seduta a Palazzo Natta.

Interventi che, però, non sono piaciuti all’assessore regionale al Welfare Chiara Caucino: «Ancora una volta un’esponente del Pd ha perso un’occasione per tacere. Seguendo il cieco furore ideologico che guida una certa parte politica, non si fa altro che risultare per l’ennesima volta grotteschi. Invito la signora Milù Allegra a guardare oltre il proprio naso, a scegliere meglio il proprio lessico e a sforzarsi di capire come le cose stiano realmente a livello regionale. Nei giorni scorsi ho volutoriprendere,  dopo la fase della pandemia, il dialogo con gli enti locali, il tribunale dei minori, il comparto materno-infantile e con le Asl per ascoltare dalla viva voce dei soggetti che operano quotidianamente sul campo la loro opinione rispetto al tema. L’interlocuzione ha spazzato il campo da fraintendimenti e posizionamenti ideologici che in passato erano sembrati palesarsi sui mezzi di informazione: non sono emersi elementi di grave contrarietà e, da parte mia, vi è stata la disponibilità a valutare pochi emendamenti qualificati che realmente possano migliorare il disegno di legge.

 

 

«Il disegno di legge è regionale  – prosegue l’assessora – e tiene conto delle criticità del sistema piemontese; se alcuni territori non presentano tali problematicità, me ne rallegro; nondimeno, pare persino superfluo sottolinearlo, il mio operato va nella direzione di apportare migliorie per tutti i cittadini che risiedono in Piemonte. Il dato complessivo segnala il 3,97 per mille come percentuale di minori fuori famiglia, a fronte di un dato nazionale del 2,7 per mille. Nel territorio novarese, il capoluogo presenta un dato del 6,92 per mille, Borgomanero del 2,97 per mille».

La replica di Allegra non si è fatta attendere: «Nella stessa ottica di approfondimento del tema insieme ne emerge un quadro positivo che mi fa dire ancora una volta che non vi è alcuna necessità di proseguire con il disegno di legge. Non capisco perché l’assessora si occupi di una consigliera provinciale di minoranza che fa il suo lavoro mentre piuttosto dovrebbe concentrarsi sul proprio livello istituzionale. Se oggi ha intenzione di accogliere alcuni emendamenti, bene, è una buona notizia: proseguire su un impianto di legge sul quale l’ordine psicologi il tribunale di minori e tutti i soggetti che si occupano in maniera seria del tema, hanno espresso la loro contrarietà, non avrebbe alcun senso. Attenzione comunque a non perdere di vista l’obiettivo, che è il bene dei minori, accanendosi in una battaglia politica che non serve».

A difesa della consigliera si sono schierati anche i due consiglieri regionali dem Raffaele Gallo e Domenico Rossi: «Chi perde l’ennesima occasione per tacere è Caucino. Invece di occuparsi dei tanti problemi del Piemonte perde il suo tempo attaccando esponenti di altri livelli amministrativi. Allegra ha fatto il proprio dovere fino in fondo impegnandosi come tutti gli esponenti del Pd, ad ogni livello istituzionale, per smascherare una clamorosa bugia montata ad arte dall’assessore, dal suo gruppo politico e dalla maggioranza di centrodestra. Non esiste alcun sistema Bibbiano, tantomeno replicato in Piemonte e l’iniziativa legislativa promossa da Caucino ha solo avuto l’effetto di mettere a rischio un modello che funziona grazie alla competenza di tanti professionisti e alla generosità delle famiglie coinvolte. Non siamo solo noi a sostenerlo: un mese fa, nella commissione Politiche Sociali, il presidentedel tribunale per i minori e il procuratore della Repubblica del tribunale per i minori di Torino hanno più volte ribadito come “i problemi economici, da soli, non hanno mai determinato l’allontanamento di minori dalla famiglia d’origine”, tesi invece alla base del ddl proposto da Caucino. piacerebbe che gli esponenti del Pd tacessero: se ne faccia una ragione: non taceremo di fronte alla propaganda e ad ogni azione che può danneggiare i minori, le loro famiglie e il buon lavoro svolto dai servizi sociali».

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