Arona, botta e risposta fra minoranza e sindaco sulla vicenda dell’autovelox

Replica del primo cittadino Federico Monti dopo il comunicato dell'opposizione “Arona Domani”: «Chi è al volante ha tutto il tempo per rallentare. Abbiamo soddisfatto una richiesta dei residenti della zona»

Statale 33 del Sempione molto pericolosa per le tasche degli automobilisti che, giungendo da Lesa e da altre località del Medio-Alto Verbano attraverso la litoranea, desiderano entrare ad Arona. Secondo i dati accertati dall’inizio dell’anno e sino allo scorso 31 marzo sono state qualcosa come 7.608 le infrazioni accertate, di cui quasi cinquemila (per l’esattezza 4.963) per il superamento di soli 10 chilometri orari rispetto il limite di 50 stabilito. Un’attività che porterebbe – nei primi tre mesi del 2022 – nelle casse comunali oltre 715 mila euro.


A denunciarlo nei giorni scorsi è stato il gruppo di minoranza “Arona Domani” che, pur ammettendo che la sicurezza stradale vada «difesa e perseguita con ogni mezzo» attraverso gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione (autovelox), «tuttavia il quadro che emerge è impietoso e va oltre ogni immaginazione, confermando il fatto che l’amministrazione altro non è che un “multificio”».


Per i consiglieri di opposizione «il limite di 50 chilometri orari, nonostante pochi metri dopo il rilevatore ci sia già un semaforo la cui presenza indurrebbe a rallentare, è troppo basso in relazione alle condizioni della strada. Un limite di dieci chilometri in più sarebbe più centrato, non cambierebbe nulla dal punto di vista della sicurezza, ma si eviterebbero sanzioni collegate a distrazioni o errori», senza dimenticare come «il numero enorme di multe costringerà gli uffici della Polizia locale a un lavoro mostruoso nella gestione delle stesse, soprattutto nei confronti dei villeggianti stranieri» e pensando infine al periodo legato «alla scadenza dei termini e che impatto potranno avere i possibili ricorsi». Infine, “Arona Domani” si chiede quale possibile destinazione avranno le risorse introitate (conti alla mano, se questo trend dovesse proseguire, non è difficile arrivare a 2,8 milioni di euro): «Pensare di destinare tutti questi soldi unicamente sulla viabilità e sicurezza ci sembra sbagliato, anche perché la stessa amministrazione aveva appena annunciato di destinarne la metà per finanziare altre spese generali».


Pronta la replica del sindaco Federico Monti: «Il tradizionale limite di 50 è stabilito da Anas perché già si tratta di un centro abitato. La fotografia che immortale l’automobilista indisciplinato viene scattata 30 metri dopo il passaggio davanti all’autovelox. Chi si trova al volante ha tutto il tempo per rallentare». Ma non solo: «A chi contesta l’installazione dell’apparecchio ricordo che sono stati tanti residenti nel tratto di strada a firmare una petizione perché non riuscivano a entrare e uscire di casa in sicurezza a causa dell’elevata velocità dei veicoli che transitavano. L’autovelox viene concesso quando si riscontrano numerosi incidenti, anche mortali, sull’arteria in questione. La presenza dell’apparecchio è segnalata, non è in funzione 24 ore e presenta una tolleranza del 5%. Nessuno può dire di essere stato multato perché viaggiava a 51 chilometri orari. Nella sostanza sono convinto che con la diminuzione delle infrazioni crescerà la sicurezza stradale e magari si salverà qualche vita umana in più».

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Luca Mattioli

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