Conoscere il fenomeno delle sette, riconoscere i segnali di un possibile coinvolgimento e, soprattutto, sapere come accogliere una vittima e gestire una segnalazione. È l’obiettivo del corso di formazione “La diffusione dei culti distruttivi. Tecniche di indagine, accoglimento e gestione di segnalazioni e denunce”, rivolto agli agenti della Polizia locale dei Comuni della provincia di Novara.
Il percorso si svolgerà venerdì 16 ottobre e 6 novembre, dalle 16 alle 18, nella sala consiliare della Provincia di Novara a Palazzo Natta. Al centro delle due giornate ci saranno la conoscenza e la diffusione del fenomeno settario, le tecniche di adescamento e manipolazione psicologica, il riconoscimento dei segnali di possibile coinvolgimento in un culto distruttivo, l’approccio e l’accoglimento della vittima, la gestione di segnalazioni e denunce, gli elementi utili alle attività di Polizia giudiziaria, la normativa vigente e le tecniche investigative.
«È un corso di formazione importante su temi che riguardano sia i giovani sia gli anziani» ha sottolineato il presidente della Provincia Marco Caccia, evidenziando la necessità di fornire agli operatori del territorio strumenti adeguati per affrontare situazioni spesso difficili da riconoscere.
A richiamare l’attenzione sulle persone più vulnerabili è stato anche Daniele Giaime, vicepresidente del Cst Novara Vco: «Bisogna mettere sempre al centro le persone e le fragilità». SOS Antiplagio, ha ricordato Giaime, porta avanti anche attività di formazione nelle scuole, avvalendosi dell’aiuto di figure professionali.
A entrare nel merito del fenomeno è stato Giovanni Ristuccia, presidente di Sos Antiplagio: «In Italia è stata proposta un’indagine conoscitiva parlamentare perché non sappiamo quante sette esistano realmente. Soprattutto dopo il Covid sono comparsi santoni e mental coach ed è spesso difficile capire con che cosa si abbia a che fare, perché alcune realtà si nascondono dietro centri olistici. Ci sono però dei segnali che possono essere riconosciuti».
Secondo Ristuccia, quello organizzato in Provincia rappresenta un primo passo: «Questo è un corso rivolto agli addetti ai lavori, ma percorsi analoghi andrebbero organizzati anche per psicologi e psicoterapeuti».
Il presidente di Sos Antiplagio sostiene che il problema riguardi anche il territorio: «Nel Novarese ci sono sette e santoni. Si tratta spesso di persone molto affabili, capaci di fare leva sulle fragilità degli altri». Ristuccia ha citato inoltre la presenza sul territorio di Scientology e di realtà che definisce riconducibili a sette sataniche, talvolta, sostiene, celate dietro associazioni o centri culturali: «A Novara ce n’era uno in corso Torino che successivamente si è trasferito in un Comune della provincia».
Ristuccia ha richiamato anche il caso della cosiddetta “psicosetta delle bestie” di Cerano: «Le prime segnalazioni non erano state prese in considerazione». Una vicenda che, secondo il presidente di Sos Antiplagio, dimostra quanto sia importante formare chi può trovarsi a raccogliere i primi segnali o le richieste di aiuto.
Una posizione personale, invece, quella espressa sui Testimoni di Geova: «Non sono considerati una setta nei rapporti della Digos, ma io li considero tali non tanto per il credo quanto per l’ostracismo che, a mio giudizio, viene messo in atto».
A tenere le lezioni saranno, oltre a Ristuccia, Bruno Zambon, responsabile del Centro Studi S.A.P. sui culti abusanti e sulle sette e già appartenente alla Polizia di Stato, in servizio presso la Squadra Anti Sette della Questura di Firenze; l’avvocato Antonio Caleca, penalista del Foro di Milano; e Cristina Caparesi, psicologa forense e consigliera di Exit Aps di Udine.








