Il recente dibattito sulla direttiva del ministero dell’Istruzione e del Merito che punta a far rispettare a partire dal prossimo anno scolastico il tetto massimo del 30% di alunni stranieri non italofoni, all’interno delle classi prime, ha riacceso i riflettori sulla composizione demografica delle scuole del nostro territorio. Al di là dell’effettiva portata del provvedimento nazionale, l’analisi degli open data ministeriali relativi al 2024/2025 restituisce la fotografia di un Novarese estremamente stratificato.
Allargando lo sguardo all’intero Piemonte, la provincia di Novara si posiziona al terzo posto a livello regionale per incidenza di alunni senza cittadinanza italiana, registrando un dato del 17,8%, preceduto solamente dalle province di Alessandria (21%) e Asti (20%). Questo dato medio provinciale, calcolato su un totale di oltre 47mila studenti, nasconde tuttavia fortissime disomogeneità territoriali. La classifica dei singoli Comuni vede in testa piccole realtà dove i numeri assoluti ridotti generano percentuali altissime, come Recetto (78,26%) e Sillavengo (70%). Il vero spaccato demografico si registra però nei centri più popolosi: spiccano in particolare i casi di Cerano, dove la percentuale di alunni stranieri tocca il 41,92%, e di Trecate, che si attesta al 38,79% con ben 822 studenti non italiani su un totale di 2.119.
Spostando il focus sul capoluogo, la città di Novara si posiziona al quattordicesimo posto a livello provinciale con una media del 20,20%. Il dato cittadino assume però contorni decisamente più complessi se analizzato per grado di istruzione. Nelle scuole primarie della città, la concentrazione di alunni stranieri sale infatti al 27,32%, con le sole classi prime che si attestano al 26,78%. Un andamento speculare e in controtendenza si registra alle scuole medie (secondarie di primo grado), dove se il dato complessivo è del 24,70%, nelle classi prime la percentuale tocca un picco del 27,51%. Analizzando i numeri per singolo istituto, emerge come ben 25 scuole cittadine di vario grado superino, a livello di plesso complessivo, la quota del 30% di studenti stranieri, e di queste dieci oltrepassino addirittura la soglia del 50%.
Scendendo nel dettaglio, il divario tra le diverse zone della città e le varie tipologie di offerta formativa appare netto. In cima alla lista si trovano istituti come la scuola primaria “De Amicis” (situata in via Monte Nero 9), che registra una concentrazione del 77,66% di alunni stranieri, seguita a stretto giro dalla scuola dell’infanzia ospitata al medesimo indirizzo (71,23%) e dalla primaria “Italo Calvino” di via Gibellini (68,70%). All’estremo opposto della classifica, in un quadro di profonda polarizzazione, si collocano diverse scuole dell’infanzia paritarie e istituti superiori cittadini, dove la percentuale crolla o si azzera. Una distribuzione demografica che sottolinea come le future misurazioni del Ministero andranno a inserirsi in un tessuto scolastico e sociale in cui la presenza di ragazzi con background migratorio è un elemento da tempo ampiamente consolidato.








