“Amo troppo il mio Paese per essere nazionalista“ ( Albert Camus)
Pensavamo che le ideologie fossero morte, che la globalizzazione, affermatasi dopo la caduta del muro di Berlino, l’economia senza confini per merci, capitali, contenuti multimediali, lavoratori, fosse l’unico orizzonte anche politico con la scomparsa dei nazionalismi.
I nazionalismi invece sembrano riemergere profondamente.
Il referendum che blocca i negoziati della piccola Islanda, la democrazia più antica d’Europa, con l’Unione Europea, le elezioni regionali tedesche con la vittoria di un partito che si dichiara fieramente nazionalista, che vuole rieducare a pensare in tedesco a partire dalle scuole, perfino la rivendicazione da parte dell’Argentina delle Falkland o Malvinas a più di 40 anni dalla tragica e breve guerra anglo-argentina, il ritorno trionfale in Serbia del nazionalista serbo Mladic condannato per crimini di guerra e morto in carcere in Olanda.
Eppure il nostro presidente Mattarella recandosi con il suo omologo austriaco a Bolzano per le celebrazioni dell’accordo di Vienna che metteva fine al contenzioso italo-austriaco sull’Alto Adige ha voluto sottolineare come i confini dovrebbero essere occasioni di incontro che di divisioni di odio e di guerre.
Non a caso proprio Leone XIV ha voluto esprimere tutta la preoccupazione della chiesa a proposito della rinascita dei nazionalisti estremistici, virulenti, esclusivi, divisivi e lo sottolinea concretamente nella scelta di visitare a Metz, in Alsazia, terra di confini e di guerra, la città natale di un padre dell’Europa, Robert Schuman, l’amico di De Gasperi e di Adenauer.
Amare il proprio Paese, le proprie radici, esserne orgogliosi può essere uno stimolo a conoscere, apprezzare la cultura e l’identità degli altri in un reciproco scambio di doni e in uno sforzo solidale a collaborare insieme di fronte alle sfide della sostenibilità ambientale, a quelle delle emergenze naturali e delle epidemie , del cambiamento della tecnologia e della società.
Questo patriottismo sano dovrebbe essere il fondamento di una politica rinnovata.








