Pedalare per il popolo Sahrawi: al via la raccolta fondi per una ciclo-officina

La solidarietà internazionale non si misura in chilometri, ma nelle persone che decidono di percorrere la stessa strada insieme. Con questo spirito l’associazione Pedala Diritto si prepara a volare in Algeria per partecipare al Sahrawi Solidarity Summit 2027, l’incontro internazionale che dal 4 al 7 gennaio del prossimo anno riunirà nei campi profughi di Tindouf attivisti e personalità da tutto il mondo, tra cui la nota ecologista Greta Thunberg, per sostenere i diritti del popolo sahrawi. La delegazione italiana non arriverà però a mani vuote, puntando a trasformare una manifestazione simbolica in un intervento di sviluppo concreto grazie all’avvio di una mirata campagna di crowdfunding.

L’obiettivo economico fissato dall’associazione è di 3.000 euro. Il budget, che può essere sostenuto da chiunque attraverso l’apposita pagina sulla piattaforma GoFundMe, è interamente destinato alla creazione di un progetto a lungo termine di mobilità e microeconomia locale. L’idea centrale prevede l’organizzazione di una pedalata solidale durante i giorni del vertice, al termine della quale i mezzi utilizzati verranno donati ai giovani dei campi profughi. Le biciclette costituiranno il nucleo fondante per l’apertura di una piccola ciclo-officina locale. I mezzi saranno affidati a un referente dell’associazione e noleggiati alla comunità a prezzi popolari, con l’intento di reinvestire i proventi nell’acquisto di ricambi e nelle operazioni di manutenzione, che verranno svolte in affiancamento con i ragazzi del posto per trasmettere loro nuove competenze professionali.

Per massimizzare le ricadute positive sul territorio e sostenere direttamente l’economia regionale, l’intera filiera degli acquisti farà perno sull’Algeria. I fondi raccolti copriranno infatti l’acquisto di quattro biciclette e delle relative attrezzature tra cui caschetti, kit di prima manutenzione e sedici camere d’aria di ricambio, finanziandone poi il trasporto fino all’area di Tindouf. Il progetto prevede inoltre la copertura finanziaria per l’affitto semestrale del locale che verrà adibito a custodia e ciclo-officina, oltre alle necessarie spese per il supporto logistico, gli imballaggi e le targhe metalliche identificative.

L’iniziativa, coordinata dalla referente della campagna Vincenza Laccisaglia, punta a fare della bicicletta non solo un mezzo di trasporto sostenibile ed essenziale per la complessa mobilità quotidiana nei campi profughi, ma un potente e tangibile simbolo di indipendenza per un’intera comunità alla ricerca del proprio futuro.

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