Borgomanero, benemerenza nazionale alla Protezione Civile per l’impegno durante la pandemia

Il gruppo comunale di Protezione civile di Borgomanero entra nell’eccellenza nazionale per il servizio prestato durante i mesi più bui dell’emergenza Coronavirus. Il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare ha infatti conferito alla squadra l’attestazione di pubblica benemerenza, un traguardo di assoluto rilievo se si analizzano i numeri delle selezioni. Su 3.230 candidature presentate in tutta Italia, il Dipartimento ne ha accolte complessivamente appena 60 e il contingente di Borgomanero figura tra i soli sei Gruppi comunali premiati a livello nazionale.

Il riconoscimento certifica l’impegno straordinario messo in campo nel 2020 e valorizza il percorso già evidenziato dal progetto europeo Spring, di cui la città ha fatto parte. A sottolineare l’importanza del risultato è il vicesindaco con delega alla Protezione Civile, Ignazio Stefano Zanetta, all’epoca alla guida dell’unità di coordinamento della gestione pandemica cittadina. «Questo traguardo – ha ricordato Zanetta – appartiene prima di tutto ai volontari che in quei mesi drammatici hanno garantito presenza, professionalità e solidarietà, affiancando costantemente l’amministrazione in un momento storico in cui, senza un impegno quotidiano e silenzioso, non sarebbe stato possibile affrontare la crisi sanitaria con la medesima efficacia».

La consegna della benemerenza riapre inevitabilmente il cassetto dei ricordi di un periodo complesso. Il sindaco Sergio Bossi ha ricordato «i giorni in cui la giunta e i volontari lavoravano ininterrottamente in municipio per coordinare le sanificazioni delle strade e cercare di mettere in sicurezza la cittadinanza contro un nemico invisibile». Il primo cittadino ha voluto estendere il senso di questa gratificazione «non solo al gruppo formalmente premiato, ma a tutte le realtà attive in quel periodo», rivolgendo un ringraziamento speciale alla Protezione civile degli Alpini: una squadra che, pur essendo composta in gran parte da soci in età avanzata e quindi anagraficamente più esposti ai rischi diretti del virus, non si è mai tirata indietro, assumendosi in prima linea la delicata gestione dei centri vaccinali del territorio.

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