C’è anche Novara ai Giochi del Mediterraneo: il triplista Federico Bruno convocato in Nazionale

Ci sarà anche Novara ai Giochi del Mediterraneo 2026. Tra gli 82 atleti di atletica leggera convocati per la competizione, infatti, figura anche il nome di Federico Bruno, triplista classe 2003, che veste per la prima volta la casacca azzurra della Nazionale maggiore e avrà la possibilità di gareggiare al fianco di alcuni dei migliori atleti italiani della disciplina.

Una convocazione importantissima ed emozionante, come sottolinea lo stesso Federico: «È sicuramente una grande emozione. Questo è il mio primo anno in categoria Assoluta, l’atletica dei grandi, per cui poter già dire la mia e provare a confermarsi è già un grande traguardo e qualcosa di importante. Questi giochi del Mediterraneo sono un ottimo inizio, e spero che possano portare a sempre più convocazioni».

Prendere parte alla spedizione azzurra sarà peraltro un’ottima occasione per continuare a crescere, lavorando fianco a fianco con alcuni dei migliori atleti italiani: «Assolutamente. Parliamo sempre della Nazionale Assoluta, dove ci sono atleti di primissimo livello. Sarà bellissimo essere al loro fianco, e spero sia un buon inizio per il prosieguo della mia carriera».

Federico Bruno, da Novara agli USA

Una carriera, quella di Bruno, iniziata diversi anni fa in quel di Novara. «Ho iniziato quando andavo alle medie, una decina di fa, all’Atletica Mercurio, con Marta Pirola e Stefano Gallesi come insegnanti. Poi, una volta finite le superiori, ho avuto la possibilità di spostarmi a Parma per allenarmi con Tobia Bocchi, uno dei più grandi triplisti italiani».

Così, Federico ha deciso di spostarsi, sfruttando questa possibilità unica per continuare a crescere non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello accademico. «Ho colto questa opportunità a mani basse, non perché a Novara non mi trovassi bene ma perché c’erano delle complicazioni, soprattutto dovute al fatto che la pista fosse piuttosto vecchia. A Parma poi ho svolto la mia triennale in Economia, mentre mi allenavo con Bocchi».

Da lì, l’apertura di un nuovo capitolo: «La mia laurea ha coinciso anche con il ritiro di Bocchi e del mio allenatore di Parma. Così ho deciso di spostarmi negli USA con una borsa di studio di atletica alla Virginia Tech, approfittando dell’occasione per prendere una laurea magistrale in un istituto di altissimo livello».

Un esperienza oltreoceano complicata, però, dal punto di vista sportivo. «Non mi sono trovato benissimo, sportivamente parlando, così quando ho finito la magistrale ho deciso di tornare in Italia lo scorso anno. Nel 2025, peraltro, c’erano anche gli Europei U23, ed era l’ultimo anno in cui avrei potuto partecipare. Da marzo mi allenavo da solo, perché io e il mio allenatore americano ci siamo pian piano abbandonati a vicenda, poi dopo il mio ritorno a Novara sono tornato a lavorare con Marta Pirola, e alla fine sono riuscito comunque a centrare il terzo posto».

Chiusa la parentesi negli Stati Uniti, per Bruno è arrivato così il momento di trovare una nuova stabilità. «Mi sono ristabilito a Novara da settembre, e complice anche il rifacimento della pista ora mi alleno qui. E intanto continui gli studi: ora sono un dottorando in Intelligenze Artificiali e Analisi dei dati alla Bicocca, a Milano».

Sport, studio e tanta voglia di crescere

Da un lato lo sport, con il bronzo all’Europeo U23 e cinque titoli italiani vinti, dall’altro un percorso accademico di primissimo livello. «La cosa che mi piace dell’atletica è che non si tratta di una disciplina che richiede nove ore al giorno di allenamento. Anzi, meno durano le sessioni meglio è, perché vuol dire che corri forte! Scherzi a parte, da un lato è vero che mi impegna tutti i giorni, ma lascia anche un po’ di spazio per fare altro, e mi piace dedicarmi allo studio perché mi permette di staccare un po’ la testa».

Ma quanto è complicato portare avanti entrambi nel migliore dei modi? «In inverno si hanno molti più allenamenti, anche 9 o 10 a settimana, e questo toglie un po’ di tempo allo studio, Mentre in primavera, con le gare che si avvicinano, sono soprattutto le energie mentali a mancare un po’, perché con la testa sei sempre da un’altra parte. Ma tutto sommato, rispetto al calcio o alla pallavolo, non dovendo lavorare con la squadra, si riesce ad avere un po’ di tempo libero in più».

Studio a parte, però, per Federico ora è il momento di dedicarsi sugli impegni con la Nazionale. «Per questi Giochi del Mediterraneo si può sicuramente andare lì a dire la propria. Nell’atletica non si può mai dire “vado lì a vincere o a perdere”, perché tutto dipende da quello che riesci a fare tu e da quello che riescono a fare gli altri. Sei lì, in quel preciso momento, e si vede chi riesce a saltare di più».

Ecco allora il “segreto” per rendere al meglio: arrivare alla gara con sicurezza nei propri mezzi, ma anche con la testa leggera. «La classifica non dipende solo da te, ma anche da quello che faranno gli altri atleti. Per cui serve divertirsi, essere pronti a dare il massimo e lavorare sulla propria prestazione. Poi quello che esce, esce. Servirà fare il proprio, senza pensare a troppe variabili».

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