La commissione consiliare convocata per fare il punto sulla gestione dell’emergenza ibis si è conclusa con un durissimo scontro tra istituzioni e associazioni animaliste. A seduta terminata il presidente della commissione, Arduino Pasquini, ha concesso la parola a Ilenia Verduzzo, referente di Uti per Tutti – Unione Tutela Individui, che ha annunciato l’intenzione di procedere per vie legali contro Comune, Provincia e Asl. «Ci vedremo in tribunale e vinceremo noi», ha dichiarato, accusando gli enti pubblici di aver gestito il contenimento della colonia con modalità che, a suo dire, avrebbero provocato gravi sofferenze agli animali.
Verduzzo ha spiegato di intervenire anche a nome di numerose associazioni ambientaliste italiane che seguono da tempo la vicenda e ha contestato l’intera gestione dell’emergenza. Secondo la referente di Uti per Tutti, durante gli interventi non sarebbero stati adottati i tempi, le modalità e le misure di precauzione necessarie, nonostante – ha sostenuto – anche le specie invasive debbano essere trattate nel rispetto delle norme sul benessere animale.

Tra le contestazioni mosse alle istituzioni, l’assenza di un tavolo tecnico con esperti del settore, quello che l’associazione ritiene un deficit di informazioni e presunte carenze nei controlli durante le operazioni. Verduzzo ha inoltre sostenuto che la Polizia provinciale non fosse presente in tutte le fasi degli interventi e ha parlato di pulli rimasti agonizzanti dopo la caduta dai nidi, citando in particolare quanto sarebbe accaduto il 17 giugno.
La referente ha poi chiamato in causa direttamente anche il Comune, sostenendo che l’amministrazione abbia comunque responsabilità sul benessere degli animali presenti sul territorio e contestando la gestione dell’appalto affidato per gli interventi.
«Non ci nascondiamo davanti a situazioni emergenziali – ha concluso –. Abbiamo tutti i presupposti per procedere per vie legali. Se verranno accertate responsabilità, dovranno risponderne sia chi ha autorizzato questi interventi sia chi non li ha impediti. Ci vedremo in tribunale e vinceremo noi».
Di segno opposto la ricostruzione dell’assessora all’Ambiente Elisabetta Franzoni, che ha ripercorso quanto accaduto dall’estate dello scorso anno, quando gli ibis avevano iniziato a colonizzare alcune zone della città provocando numerose segnalazioni da parte dei cittadini. L’assessora ha ricordato come il Comune, pur non avendo competenze dirette sulla gestione della fauna selvatica, abbia intensificato gli interventi di pulizia e igienizzazione nelle aree interessate dopo le richieste dell’Asl e abbia chiesto alla Provincia di valutare le azioni possibili per limitare il fenomeno.
Franzoni ha inoltre ricordato che nel 2025, in occasione della moria registrata nelle stesse aree, il Comune aveva richiesto accertamenti all’Istituto Zooprofilattico per comprenderne le cause e che soltanto un esemplare era risultato morto per l’ingestione di un boccone avvelenato. Ha quindi escluso qualsiasi intervento volontario volto a provocare la morte degli animali, sottolineando come l’amministrazione avesse inizialmente chiesto alla Provincia di privilegiare metodi non cruenti di contenimento.
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Nel dibattito sono intervenuti anche i consiglieri di minoranza, che hanno criticato la gestione della vicenda ritenendola frutto di un’emergenza affrontata senza un’adeguata programmazione. Tra le osservazioni emerse, anche il mancato coinvolgimento di un tavolo tecnico con esperti e associazioni prima di procedere con gli interventi.
A chiudere la commissione è stato Andrea Albenga, responsabile dell’ufficio Caccia e Pesca della Provincia che ha ribadito come l’ente abbia operato nel rispetto delle linee guida predisposte da Ispra, unico riferimento tecnico-scientifico per la gestione dell’ibis sacro. Albenga ha ricordato che la richiesta di intervento era arrivata a seguito delle criticità igienico-sanitarie segnalate dall’Asl e che le operazioni sono state condotte congiuntamente con il Comune, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze.
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