Il vicesindaco De Grandis: «Un’ossessione nei miei confronti, per questo ho rimesso le deleghe»

«Non è stata l’inchiesta della Procura a farmi fare un passo indietro. È stato il clima che si era creato attorno al mio assessorato». All’indomani del riassetto delle deleghe deciso dal sindaco Alessandro Canelli, il vicesindaco Ivan De Grandis rompe il silenzio e respinge il collegamento tra la rinuncia alle deleghe allo Sport e l’indagine relativa ai rotoli di prato sintetico abbandonati nei pressi dello stadio Piola.

Secondo De Grandis, la decisione nasce invece da una situazione che negli ultimi mesi sarebbe diventata sempre più difficile da gestire. «C’era una continua pressione e un accanimento nei miei confronti. Attaccando me, attraverso interrogazioni, mozioni e continui accessi agli atti, si finiva per rallentare il lavoro degli uffici. È diventata una vera e propria ossessione».

Alla domanda sul perché proprio lui sia finito al centro di questo scontro politico, il vicesindaco ammette di non avere una risposta precisa: «Non lo so. Forse qualcuno non mi ha mai perdonato la battaglia che avevo condotto contro il piano Musa».

Nel mirino delle sue critiche finiscono anche gli ex compagni di partito oggi approdati a Futuro Nazionale, che nelle scorse settimane hanno promosso una mozione di sfiducia nei suoi confronti. «Non so quali siano le loro ragioni. Forse vogliono colpire Fratelli d’Italia. Di sicuro anche da parte loro c’è stato un atteggiamento di accanimento».

De Grandis esclude però che la scelta di lasciare le deleghe allo Sport sia stata influenzata dall’inchiesta della Procura sulla vicenda dei rotoli di prato sintetico abbandonati vicino allo stadio Piola. «Anch’io avevo visto quei sacchi tempo fa e inizialmente non sapevo cosa fossero. Dopo le verifiche effettuate, il Comune ha presentato un esposto in Procura. Per quanto riguarda la documentazione arrivata da Palazzo di Giustizia, a mio avviso non c’è nulla di diverso rispetto a quello che già sapevamo».

Il vicesindaco racconta di aver condiviso le proprie difficoltà con il sindaco Alessandro Canelli prima di arrivare alla decisione finale. «Con Gaetano Nastri (dominus di FdI, ndr) avevo parlato della situazione complicata che si era creata, ma il confronto vero l’ho avuto con il sindaco. Gli ho spiegato quello che stavamo vivendo e lui ha compreso le mie ragioni. Il ruolo di vicesindaco non è mai stato in discussione e sono contento che abbia rinnovato la sua fiducia».

Ora che le deleghe allo Sport sono passate all’assessora Elisabetta Franzoni, De Grandis non sa dire se le polemiche si fermeranno. «Non lo so. Almeno però il settore Sport potrà lavorare serenamente e portare avanti i suoi progetti. Io ho le spalle larghe e non mi tiro indietro rispetto all’impegno preso con i cittadini».

Infine una riflessione più personale sul proprio percorso politico. «Faccio politica da quando ero ragazzino. Ho fatto tutta la gavetta e quando sono diventato vicesindaco è stato come un bambino che scarta i regali sotto l’albero. Mi piace fare le cose bene, ma nella situazione che si era venuta a creare non si poteva continuare così».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore