VIDEO – A Trecate entra in funzione la Hydrogen Valley: al via la produzione di idrogeno verde nella raffineria Sarpom

La raffineria Sarpom di San Martino di Trecate ha avviato ufficialmente la produzione di idrogeno verde. Il taglio del nastro, che si è svolto questa mattina, segna il completamento di uno dei più importanti progetti italiani finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza nel settore dell’idrogeno.

L’impianto rappresenta il primo sistema integrato di produzione e distribuzione di idrogeno verde pienamente operativo sviluppato da IP Gruppo API e nasce grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, con il sostegno della Regione Piemonte, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito dei fondi erogati dal Pnrr.

Il progetto affonda le sue radici nel 2023, quando Sarpom si è aggiudicata un finanziamento da 16,8 milioni di euro nell’ambito del bando nazionale dedicato alla produzione di idrogeno in aree industriali dismesse. Da allora il percorso ha portato alla realizzazione di una vera e propria Hydrogen Valley all’interno della raffineria trecatese, trasformando un’area inutilizzata in un polo dedicato alla transizione energetica.

Undicimila metri quadrati? No, ottantamila: il fotovoltaico grande come undici campi da calcio

Il cuore dell’impianto è un elettrolizzatore PEM (Proton Exchange Membrane) da 4 megawatt alimentato da due campi fotovoltaici realizzati a meno di 500 metri dalla raffineria. Complessivamente l’area occupata dagli impianti solari raggiunge gli 80 mila metri quadrati, pari a circa undici campi da calcio. Sono stati installati oltre 14 mila pannelli fotovoltaici, collegati attraverso circa 5 chilometri di cavi, per una potenza complessiva di 6,7 megawatt.

L’energia prodotta alimenta l’elettrolizzatore che, attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua, separa idrogeno e ossigeno senza generare emissioni di anidride carbonica. La produzione iniziale sarà di circa 170 tonnellate di idrogeno verde all’anno, con una capacità potenziale superiore alle 600 tonnellate annue.

Dalla raffineria ai distributori per i mezzi pesanti

L’idrogeno prodotto a Trecate avrà una doppia funzione: una parte verrà utilizzata direttamente all’interno della raffineria, sostituendo l’idrogeno ottenuto da fonti fossili e contribuendo così alla riduzione delle emissioni industriali del sito.

La restante quota sarà destinata alla mobilità sostenibile e rifornirà due stazioni di servizio IP attualmente in fase di conversione in hub dedicati all’idrogeno: una a Casale Monferrato, in Piemonte, e una ad Arluno, in Lombardia.

Il progetto punta in particolare al settore del trasporto pesante, considerato uno dei comparti più difficili da elettrificare. I veicoli alimentati a idrogeno utilizzano infatti una pila a combustibile che trasforma l’idrogeno in energia elettrica, producendo come unico sottoprodotto vapore acqueo.

Un investimento da 30 milioni di euro

La Hydrogen Valley del Nord Ovest ha richiesto investimenti complessivi per circa 30 milioni di euro. Di questi, 16,8 milioni provengono dal bando Pnrr dedicato alla produzione di idrogeno in aree industriali dismesse, mentre altri 4 milioni sono stati assegnati a IP attraverso il programma ministeriale per la sperimentazione dell’idrogeno nel trasporto stradale, destinati alla realizzazione delle stazioni di rifornimento.

L’infrastruttura assume un’importanza strategica anche per la posizione geografica del sito. Nel raggio di circa 30 chilometri dalla raffineria si trovano infatti due importanti corridoi logistici europei, numerose aziende energivore e difficili da decarbonizzare, diverse piattaforme logistiche e l’aeroporto di Malpensa.

«Quattro anni fa sembrava impossibile»

«Oggi è un giorno speciale perché completiamo un progetto di produzione di idrogeno rinnovabile all’interno della raffineria. Quattro anni fa nessuno avrebbe pensato di arrivare a questo risultato» ha dichiarato il direttore della raffineria Giuseppe Buonerba. «È un progetto che dimostra come pubblico e privato possano lavorare insieme. Regione, ministeri e industria hanno camminato fianco a fianco per realizzare un’opera complessa che ha richiesto di superare numerose difficoltà».

Per Claudia Bresti, vicedirettrice Raffinerie di IP, si tratta di «uno dei più grandi progetti di idrogeno verde finanziati dal PNRR in Italia. Al posto di un’area inutilizzata oggi abbiamo oltre 14 mila pannelli fotovoltaici e un impianto che rappresenta un ulteriore passo verso la decarbonizzazione del territorio».

L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa anche nel dibattito europeo sulla transizione energetica: «Questo progetto dimostra che bisogna andare oltre una visione basata esclusivamente sull’elettrico e continuare a investire su tutte le tecnologie utili alla decarbonizzazione».

«Siamo la prima raffineria in Italia ad aver realizzato un sistema che produce idrogeno verde utilizzando direttamente le proprie risorse energetiche rinnovabili», ha aggiunto Leonardo Caputo, direttore generale Operations di Italiana Petroli e presidente di Sarpom.

Un pilastro della strategia di decarbonizzazione

L’idrogeno verde rappresenta uno dei tre pilastri della strategia di decarbonizzazione di IP, insieme allo sviluppo della mobilità elettrica e dei biocarburanti. «La Hydrogen Valley del Nord Ovest rappresenta un sistema integrato che collega produzione di energia rinnovabile, generazione di idrogeno, utilizzo industriale e distribuzione per la mobilità all’interno di un’unica infrastruttura», ha dichiarato l’amministratore delegato di IP Levan Davitashvili. «Sarpom ha dato vita a questo progetto con grande dedizione e oggi siamo orgogliosi di vederne il completamento».

Quello di Trecate è il primo progetto entrato in funzione tra le tre Hydrogen Valley che IP sta sviluppando in Italia. Altri interventi analoghi sono in corso presso la raffineria di Falconara Marittima e nell’area logistica di Roma, anch’essi sostenuti dai fondi del PNRR.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore