Non solo ammonimenti e provvedimenti di polizia, ma anche un percorso di recupero e responsabilizzazione rivolto a chi mette in atto comportamenti violenti, persecutori o vessatori. È questo l’obiettivo del Protocollo Zeus, sottoscritto questa mattina in Questura a Novara e pensato per intervenire sugli autori di condotte a rischio prima che la situazione degeneri ulteriormente.
L’intesa, della durata di tre anni, rafforza gli strumenti già previsti dalla normativa, a partire dall’ammonimento del questore, affiancando a tale misura un percorso volontario di sostegno psicologico e presa di coscienza affidato ai servizi specializzati del territorio. A firmare il protocollo sono stati il questore Maurizio La Vigna, il dirigente della Divisione Anticrimine Paolo Lo Manto, il sindaco Alessandro Canell, il presidente della Provincia Marco Caccia, il responsabile del Centro per Uomini Autori di Violenza (CUAV) di Castelletto Ticino Rino Piana e la direttrice del Ser.D dell’Asl Novara Sarah Vecchio.
L’obiettivo è costruire una rete tra forze dell’ordine, sanità e servizi territoriali per intervenire precocemente sugli autori di comportamenti aggressivi o persecutori, facendo comprendere loro la gravità delle azioni commesse e riducendo il rischio di recidiva.
«Si tratta di uno strumento che rafforza l’ammonimento del questore – ha spiegato La Vigna – e che rappresenta un aiuto concreto per chi commette violenza, in particolare nei confronti delle donne. I dati raccolti in questi anni dimostrano che quando i soggetti vengono presi in carico il protocollo funziona». Il questore ha inoltre evidenziato come spesso dietro questi episodi vi siano situazioni legate all’abuso di alcol o sostanze stupefacenti.
Presente alla firma anche il sindaco di Novara, che ha sottolineato come il numero dei casi sia in costante aumento. «Attraverso questi percorsi si offre alle persone coinvolte la possibilità di affrontare il problema con un supporto psicologico integrato. Molto spesso i comportamenti violenti nascono all’interno di relazioni sentimentali caratterizzate da gelosia e conflittualità».
Sul territorio novarese il protocollo potrà contare sull’attività dei centri già operativi a Castelletto Ticino, Borgomanero ed Elios, realtà che si occupano del recupero degli autori di violenza.
«Questi centri sono fondamentali perché consentono di costruire un vero percorso di recupero», ha osservato Marco Caccia, evidenziando il valore preventivo dell’iniziativa.
La direttrice del Ser.D Sarah Vecchio ha invece invitato a non semplificare il fenomeno. «Gli uomini autori di violenza non sono necessariamente persone affette da dipendenze. Si tratta di comportamenti complessi che richiedono interventi multidisciplinari. Al centro della nostra attenzione resta sempre la tutela delle vittime». Vecchio ha inoltre richiamato l’attenzione sull’aumento, soprattutto tra le ragazze più giovani, del consumo di alcol e sostanze all’interno delle relazioni conflittuali.
Per Rino Piana, responsabile del CUAV di Castelletto Ticino, il successo del protocollo risiede proprio nell’equilibrio tra sanzione e recupero. «Deve esserci una conseguenza per quanto accaduto, ma anche la possibilità di un cambiamento. Spesso ci troviamo di fronte a coppie o ex partner che stanno attraversando momenti di forte conflittualità. Lo stalking, in particolare, viene ancora troppo spesso sottovalutato, mentre può stravolgere completamente la vita della vittima. Per questo il lavoro di rete tra forze dell’ordine, sanità e servizi sociali è fondamentale».
A fornire il quadro operativo è stato il dirigente della Divisione Anticrimine Paolo Lo Manto. Nel 2025 sono stati emessi 29 ammonimenti. «In molti casi si tratta di persone che hanno reiterato nel tempo gli stessi comportamenti, talvolta anche con partner diversi. Negli ultimi anni abbiamo registrato una maggiore adesione ai percorsi proposti, che restano comunque volontari. Ci sono inoltre numerose situazioni che si risolvono già nelle fasi preliminari: la sola notifica dell’avvio del procedimento spesso basta a far cessare i comportamenti contestati e a chiudere il procedimento».








