Combattere il dolore cronico non significa soltanto lenire la sofferenza fisica, ma abbracciare il paziente in un percorso di cura a 360 gradi. È con questo spirito che all’ospedale Maggiore è stato presentato il progetto “Oltre il dolore. Medicina di precisione e umanizzazione delle cure“, un’iniziativa che unisce innovazione tecnologica e solidarietà.
Il progetto ruota attorno a due assi portanti: l’acquisto di un ecografo di ultima generazione per l’ambulatorio di Terapia del Dolore del San Giuliano e la creazione del Fondo solidale “Amici di Spino”, reso possibile dalla sinergia tra l’associazione di volontariato Amici di ISAL No Dolore, la Fondazione Comunità Novarese e il fondo Amico Canobio.
L’ecografo hi-tech: precisione e minor sofferenza
L’innovativo ecografo rappresenta una svolta per i pazienti e per i medici. Lo strumento consente la visualizzazione in tempo reale delle strutture nervose, vascolari e muscolo-scheletriche. Questo si traduce in interventi antalgici molto più accurati e mini-invasivi: dal trattamento delle nevralgie alle infiltrazioni in distretti complessi come anca, spalla e colonna vertebrale.
«Con il nuovo ecografo andremo a migliorare le nostre performance, trattando il dolore in modo mirato» ha spiegato il direttore della Terapia del Dolore Andrea Sala. I numeri della struttura evidenziano l’urgenza di questi supporti: «Contiamo 3.000 prime visite e circa 20.000 prestazioni all’anno. Vediamo almeno 50 persone al giorno. Il dolore cronico è spesso accompagnato da uno stato depressivo, l’ideale è aiutare i pazienti nel complesso».
L’acquisto dello strumento ha avuto un costo di 17.850 euro, sostenuto quasi interamente dalla Fondazione Comunità Novarese grazie al contributo del fondo Amico Canobio. Un gesto elogiato dal direttore generale del Maggiore, Stefano Scarpetta: «In un momento complicato per il reperimento delle risorse, ogni contributo è prezioso, specialmente per tipologie di prestazioni meno conosciute ma indispensabili per garantire una qualità di vita migliore».
“Amici di Spino”: abbracciare il dolore
Parallelamente all’acquisto della strumentazione, l’associazione guidata dalla presidente Eliana Baici ha istituito il fondo solidale “Amici di Spino”. L’obiettivo è finanziare la ricerca, assistere le famiglie, formare il personale e organizzare attività culturali.
Il simbolo del fondo racchiude un messaggio potente: un palloncino che abbraccia un cactus (“Spino”). Una metafora rivoluzionaria che invita a non scappare di fronte al dolore, rappresentato dalle spine che spingono all’isolamento, ma ad affrontarlo, trasformando il contatto in un incontro di cura e sollievo.
Un approccio condiviso dal presidente della Fcn, Davide Maggi, che ha definito il progetto «un esempio di come la collaborazione tra territorio, volontariato e sanità generi valore reale», e dal notaio Emanuele Caroselli, che ha rimarcato l’importanza di intervenire «su un bisogno spesso invisibile, migliorando l’aspetto clinico e la qualità della vita».








