Seduta segreta e sfiducia congelata per il vicesindaco De Grandis: il consiglio attende gli atti della Procura

Doveva essere il giorno della resa dei conti politica per il vicesindaco di Novara Ivan De Grandis. Si è trasformato invece in una lunga seduta a porte chiuse conclusa senza alcun voto e con un rinvio che rimanda tutto alle prossime settimane.

La mozione di sfiducia presentata da Alleanza Novarese-Futuro Nazionale, il gruppo formato dagli ex compagni di partito di De Grandis (Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli) dopo la rottura con Fratelli d’Italia, è approdata questa mattina in consiglio comunale. La seduta era stata convocata in forma pubblica, ma al momento della discussione della mozione i capigruppo hanno deciso di procedere a porte chiuse.

I tre consiglieri di Alleanza Novarese Futuro Nazionale

Una scelta che affonda le radici nelle indicazioni fornite nelle scorse settimane dalla segretaria generale del Comune, Pier Luisa Vimercati. In una precedente seduta aveva infatti spiegato che l’eventuale ricorso al voto segreto avrebbe richiesto l’emersione di elementi nuovi rispetto a quelli già noti e che, proprio per questo, sarebbe stato necessario affrontare la discussione in seduta segreta.

Prima che il consiglio si riunisse a porte chiuse, però, l’aula ha affrontato un tema destinato a intrecciarsi con la vicenda politica. Alleanza Novarese ha infatti depositato un’interrogazione relativa alla cessione del manto sintetico rimosso dallo stadio Silvio Piola a società sportive che non sarebbero state autorizzate e alla presenza di materiale considerato rifiuto speciale nell’area dell’Agogna dove opera la Juventus Club Novara. Una vicenda già sollevata nei mesi scorsi dal consigliere Nieli e sulla quale era intervenuta anche la stessa società sportiva.

A rispondere è stato l’assessore alla Legalità Rocco Zoccali: «Abbiamo presentato alla Procura un esposto per abbandono di rifiuti non pericolosi ma speciali. L’esposto è stato trattato dall’autorità giudiziaria e non abbiamo avuto alcuna notizia in merito, né di archiviazione né di altro. Si presuppone quindi che siano in corso accertamenti e per questo siamo tenuti al massimo riserbo».

Da quel momento il consiglio è proseguito in forma segreta. Oltre due ore di confronto al termine delle quali non è arrivato alcun voto. A spiegare l’esito della mattinata è stato il capogruppo del Partito Democratico Nicola Fonzo: la richiesta di sospendere la votazione è arrivata infatti dalle minoranze, che hanno ritenuto opportuno attendere l’acquisizione di documentazione legata agli accertamenti in corso da parte della Procura di Novara. Lo stesso Pd ha indicato quale documentazione ritiene necessario acquisire prima che il consiglio possa esprimersi sulla mozione.

Secondo quanto emerso a margine della seduta, il sindaco Alessandro Canelli avrebbe già avviato interlocuzioni con la procuratrice per ottenere gli atti richiesti dal consiglio comunale. Non sembrerebbero esserci particolari ostacoli, ma la decisione finale spetterebbe al magistrato che segue il fascicolo. Nei prossimi giorni sarà la segretaria generale del Comune a formalizzare la richiesta agli uffici giudiziari.

A margine della seduta, Canelli ha commentato l’esito della giornata con una battuta rivolta alle minoranze: «La montagna ha partorito il topolino». Una valutazione che però le opposizioni hanno subito contestato, rivendicando la scelta di chiedere il rinvio proprio per attendere la documentazione della Procura.

Ufficialmente nessuno è entrato nel merito della discussione svolta a porte chiuse. Tuttavia il riferimento agli atti richiesti alla Procura e la tempistica degli eventi rendono alquanto evidente quale possa essere stato il tema che ha occupato gran parte del confronto consiliare.

Dal canto suo De Grandis ha ribadito la linea già espressa nelle ore precedenti al consiglio: «Sono tranquillo, sereno e continuo a fare il mio lavoro». E ha aggiunto di essere rimasto della convinzione che la discussione avrebbe dovuto svolgersi pubblicamente: «Io l’avrei fatta a porte aperte».

La sfiducia, insomma, resta sul tavolo, ma la vicenda continua a produrre tensioni politiche e divisioni all’interno dello stesso centrodestra.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore