Alle donne, che vegliano

Adrienne Rich è stata una delle più importanti poetesse statunitensi del Novecento, profondamente impegnata nei movimenti femministi, per i diritti civili e per la giustizia sociale.

I temi della sua poesia, l’amore, la maternità, l’identità femminile, l’omosessualità, diventano uno strumento per interrogare le strutture di potere e le disuguaglianze della società. 

La poesia Notte bianca affronta il tema dell’amore e della relazione come esperienza complessa, segnata insieme da desiderio, vulnerabilità e consapevolezza; diventa simbolo di uno stato di veglia interiore, uno spazio in cui emergono verità profonde, paure e desideri. Non è solo una notte insonne, ma un momento di rivelazione e confronto con sé stessi e con l’altro.

Oggi, 8 marzo, la poesia è dedicata alle donne, che sanno quanto l’amore possa essere sia un luogo di protezione sia un territorio fragile e instabile. 

Luce a una finestra. Una donna è sveglia
in quest’ora immobile.
Noi che lavoriamo così abbiamo lavorato spesso
in solitudine. Ho dovuto immaginarla
intenta a ricucirsi la pelle come io ricucio la mia
anche se
con un punto
diverso.

Alba dopo alba, questa mia vicina
si consuma come una candela
trascina il copriletto per la casa buia
fino al suo letto buio
la sua testa
piena di rune, sillabe, ritornelli
questa sognatrice precisa

sonnambula in cucina
come una falena bianca,
un elefante, una colpa.
Qualcuno ha tentato di tenerla
tranquilla sotto una coperta afgana
intessuta di lane color erba e sangue

ma si è levata. La sua lampada
lambisce i vetri gelati
e si scioglie nell’alba.
Non la fermeranno mai
quelli che dormono il sonno di pietra del passato,
il sonno dei drogati.
In un attimo di cristallo, io lampeggio
un occhio attraverso il freddo
un aprirsi di luce fra noi
nel suo occhio che incide il buio
– questo è tutto. L’alba è la prova, l’agonia
ma dovevamo contemplarla:
dopo di che potremo forse dormire, sorella mia,
mentre le fiamme si alzano sempre più alte, possiamo dormire.

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